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venerdì 4 dicembre 2020

Ora Brewing Company - Nuovi assaggi




Vi avevo già parlato di questa giovane realtà inglese, ( LINK )  ma di chiaro stampo italiano, ovvero della Ora Brewing Company con sede nel quartiere londinese di Tottenham, a poco più di un chilometro dal Tottenham Hotspur Stadium, la casa degli Spurs.
Ho assaggiato alcune delle loro ultime birre, vediamo quali.



Parto dalla Limoncello, una Ipa da 6 ° con aggiunta di Limoni Igp di Sorrento, lattosio, malti Pale, Wheat, Cara Munich e Golden Oats oltre a Citra e Centennial come luppoli, che più incarna il mio essere italiano, come voi loro del resto.
Color giallo oro, color limone insomma e una fine schiuma bianca poco persistente.
Al naso il limone e le note agrumate sono ben percettibili, aroma fresco, cedro e pompelmo.
In bocca arriva morbida, quasi cremosa, attacco dolce, maltato, cracker e pane bianco per virare subito sull'agrumato, pompelmo. cedro e ovviamente il limone. Chisura secca. Chiudo gli occhi e prendo il mio vecchio 500 lungo le strade della Costiera, un viaggio.



La Giasone è un'ottima Ddh Ipa da 6 ° , malto Pale, Munich e Oats e luppolata con Mosaic, Simcoe e Citra , color rame leggermente velata con schiuma bianca fine , persistente.
Al naso gran bel bouquet di frutta esotica, su tutti il pompelmo rosa, in bocca è cremosa decisamente fruttata per una amaro deciso e duraturo. Ben fatta.



Veniamo ora alla Icarus, una Saison da 5 ° brassata con citronella e salvia raccolta a Tottenham, e infusa con luppoli Chinook, Mandarina Bavaria and Lemondrop. 
Versata si presenta color giallo oro con riflessi rame, limpida e pulita con un bel cappello di schiuma bianca cremosa e possente.
Al naso note speziate, ma soprattutto balsamiche, salvia, menta ma anche note agrumate grazie ai luppoli impiegati.
In bocca arriva inizialmente dolce, ancora note balsamiche, fresche, frutta matura, buon corpo per una chiusura decisamente amara. Buona la scelta di impiegare la salvia in questa saison particolare, equilibrata.



Infine lei, la Bettina una German Helles da 4,9 °, prodotta solamente con  malti e luppoli tedeschi Pilsner, Munich, Caramunich, Hallertauer Perle, Hallertauer Comet e Hallertauer Magnum.Sarà che porta il nome di una donna, ma questa Helles, stile che amo un sacco mi è davvero piaciuta.
Nel suo classico color giallo paglierino, limpida e pulita con un bel cappello di schiuma bianca cremoso.
Sentori floreali, miele, erba appena tagliata, ma anche note agrumate.
In bocca si lascia bere con estrema facilità, attacco dolce, miele, pane bianco, pompelmo, fiori di campo, freschezza a manate e siamo subito in Germania!

Pienamente soddisfatto per questi assaggi, nella speranza di poter prima o poi salire per la mia prima volta in Inghilterra alla volta di Tottenham e non solo.


Vi ricordo che potete usufruire ancora dello sconto del 15 % usando il codice : BIRREBEVUTE365 nello shop online del birrificio.



http://www.orabeer.com



Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.

lunedì 30 novembre 2020

Ecco a voi, Hop and Oak, giovane beer firm romana.



Oggi siamo nella capitale. a Roma, città che avevo visitato ormai tre anni fa e dove non vedo l'ora di tornare, non tanto per i monumenti e la storia, ma ovviamente per i suoi locali, birrifici e per rivedere qualche amico.
Vi avevo portato a spasso per la capitale per un week end veloce, tra monumenti, chiese e birrerie, tra cibo di strada e pinte di birra, una due giorni raccontata per il Giornaledellabirra. LINK 1 - LINK 2  .
Ritorniamo nel Lazio per conoscere la giovane beer firm romana Hop and Oak, nata dalla passione per la birra di due fratelli, Simone e Gianluca, nata nel 2013 con le prime vere bevute con gli amici, così da decidere di buttarsi in quel mondo magico che è farsi la birra in casa, o nel loro caso, in cortile.
Negli anni successivi la voglia di sperimentare e fare parte di questo mondo aumenta, tanto da portare Gianluca ad aprire un pub e Simone a imparare l'arte del mastro birraio presso il Birrificio Oldo in Emilia Romagna.
Decidono così di costruirsi un piccolo " birrificio " casalingo, così da poter sperimentare nuove ricette, nasce così il loro marchio Hop and Oak, grazie anche alle grafiche dell'amico Fabio Listrani. Nel 2018 partecipano al campionato italiano a tappe di birrificazione casalinga, indetto da MOBI , arrivando in finale e portando a casa il secondo posto tra circa duecento partecipanti, vincendo molteplici tappe, tra cui gli stili belga al Villaggio della birra 2018 con una Saison ai lamponi , la Bloodywood, guadagnandosi un viaggio nei più storici birrifici del Belgio.
Nel 2019 producono in grande scala quattro delle loro ricette nel birrificio Romano Eternal City Brewery , facendosi conoscere dalla maggior parte dei pub romani per i loro prodotti.
Ora il sogno è portare avanti l'idea di aprire un brew pub.
Oltre trecento ricette come homebrewer per circa una quindicina di birre in gamma.
Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare ben cinque birre, una Saison ai lamponi, una American Pale Ale, una Session Ipa, una Cryo Ipa e infine una Tripel, vediamo com'è andata.

Partiamo dalla Session Ipa da 4,7 ° chiamata Swanki, in onore della birra locale delle Isole Cayman,  si presenta di un bel color oro acceso con un bel cappello di schiuma bianca cremosa e possente a grana grossa.
Sentori fruttati, frutta gialla e frutta tropicale , freschezza.
In bocca è scorrevolissima, si lascia bere con una facilità mostruosa, buon corpo, pulizia impeccabile, amaro mai invadente per una birra davvero interessante. Luppolo freschissimo.

Ora tocca alla Clorofilla una Cryo Ipa da 6,2 ° con luppolina pura, per darle ulteriore aroma, un prodotto di ultima generazione. si presenta di un bel color giallo paglierino, limpida con un bel cappello di schiuma bianca cremosa e persistente.
Al naso è davvero interessante, frutta fresca, aroma intenso.
In bocca arriva morbida, amara e fruttata, tanta frutta matura, dalla più classica frutta gialla dei nostri campi, quale albicocca, pesca, ai più svariati frutti tropicali, chiude con una leggera astringenza, lime, pompelmo. A mio avviso la più fresca e interessante delle cinque assaggiate.

Oak Island è una Amercan Pale Ale da 5,3 ° un viaggio ai confini della luppolatura americana, ambrato ramato, limpida dal bel cappello di schiuma bianca pannosa. al naso come avete scritto voi è un viaggio tra sentori di agrume e frutta tropicale, ananas, maracuja , mango , pompelmo che ritrovo anche all'assaggio dove arriva dolce, grazie alla sapiente scelta dei malti. Chiude più amara. Mi è stato detto non fosse freschissima, alla faccia, oserei dire. Ottima.




La Bloodywood è una Saison da 6 ° con aggiunta di lamponi ed è anche la birra che li ha portati al secondo posto finale nel campionato Hb targato Mobi del 2018.
color bocciolo di rosa canina, rossastro con sfumature rosa, leggera velatura , schiuma rosa fine ma non molto persistente.
Al naso è ben evidente l'impiego di lamponi, frutta rossa, ma anche un leggero agrumato che abbraccia le note speziate.In bocca è leggera, leggermente acidula, lampone, fragola con una chiusura più amarognola e acidula.
Fresca e balsamica con la giusta acidità finale, ben fatta. ottima come aperitivo.



Infine la Honey Trip, una tripel da ben 7,8 ° versata nel giusto bicchiere si presenta color giallo oro con riflessi ambrato chiaro, rame, con schiuma avorio fine ma sempre presente nel bicchiere.
Al naso classici sentori di miele e fiori di campo, camomilla, frutta gialla matura, pesca , il lievito ha fatto un buon lavoro.
In bocca è fruttata e floreale, attacco dolce, miele e pane bianco, nel finale la parte alcolica. Birra ben strutturata e perfettamente in stile.

Concludo, ringraziando Gianluca che sicuramente andremo a trovare un giorno, magari proprio in quel brewpub tanto sognato.




https://www.facebook.com/hopandoak/



Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.




sabato 7 novembre 2020

Assaggi - Birrificio Del Duca


Oggi ci spostiamo, sempre purtroppo in modo virtuale, in Emilia Romagna, a Mirandola in provincia di Modena, cittadina conosciuta purtroppo per il terremoto del 2012 che ha causato non pochi danni. 
Qui dal 2016 è attivo il Birrficio Del Duca, dapprima come beerfirm e diventando poi nell'agosto 2018 birrificio a tutti gli effetti.
Impianto da 2.5 hl , cantina da 10 hl per una produzione annua di circa 120 hl.
Alla guida troviamo i due soci Enrico e Gabriele, quest'ultimo diplomato presso la Dieffe di Padova.
Il birrificio dispone di una tap room nel centro di Mirandola dove è possibile assaggiare le diverse birre prodotte, circa una decina.
Golden Ale, Apa, Bpa, Blanche, California Common, Ipa, Dry Stout, Stout e infine una Ipa, noi ne abbiamo assaggiate quattro, vediamo quali.




Allora la prima birra assaggiata è la Metallipa, una Ipa da 5,9 ° semplice ben bilanciata, color ambrato chiaro con riflessi rame, limpida e pulita e un cappello di schiuma bianca cremosa ma poco persistente.
Sentori fruttati e floreali in bocca è morbida con un amaro duraturo e più intenso nel finale. Una buona Ipa, in stile.
Eretica è una Belgian Pale Ale da 5 ° si presenta di un bel colore ambrato accesso, con schiuma color avorio cremosa e poco persistente.
Al naso dominano i sentori maltati, caramello, biscotto, note tostate, frutta gialla matura.
In bocca arriva dolce, morbida ma direi poco carbonata e con poco corpo. Ritroviamo il caramello e i classici sentori dati dai malti, frutta matura per una chiusura amara.
La Californian Common, da 5,1 °, prende il nome dallo stile americano, mi colpisce subito per il colore profondamente ambrato, con riflessi rossastri. Solitamente le california common sono più chiare, tendenti al ramato chiaro, schiuma bianco avorio, pannosa.
Frutta secca e note maltate, biscotto, caramello, amaro nel finale, si lascia bere bene ma il mio consiglio è di rivederla .
Infine la birra che più mi è piaciuta e ritengo interessante è la Black Fog una Dry Stout da 4,8 °, color ebano scuro, con abbondante schiuma color nocciola, tipicamente irlandese.
Al naso malti tostati, frutta secca, caffè, liquirizia e cioccolato.
In bocca arriva morbida, corpo esile e giusta carbonazione, ritroviamo i malti tostati, il cioccolato e il caffè, liquirizia nel finale dove giustamente è presente una appena accennata astringenza data dai malti.
Una piccola giovane realtà. Ringrazio Enrico per la disponibilità e gli assaggi. Capiterò sicuramente in zona prossimamente, così da aggiungere una nuova bandierina al mio lungo elenco di birrifici visitati.