giovedì 26 marzo 2026

Bamberg Die wahre Hauptstadt des Bieres: il nuovo libro dedicato ai birrifici di Bamberga!




A Novembre è uscito il nuovo volume sui birrifici di Bamberga e attivi e ormai scomparsi, giunto alla 5 edizione, la prima avvenne nel 2004 sempre con lo stesso autore Christian Fiedler.

Questo libro racconta la storia degli 81 birrifici di cui si hanno notizie, che hanno prodotto birra negli ultimi due secoli, nella città di Bamberga, in Franconia.


                                    

 

Dai piccoli birrifici a conduzione familiare a quelli di grandi dimensioni, capaci di arrivare ad esportare la propria birra fino in America.

Un libro fotografico, grazie alla preziosa raccolta di oltre 300 foto ed illustrazioni, molte delle quali pubblicate per la prima volta, proprio su questo libro.

Frutto di una grande ricerca, nonché passione,  per scoprire la storia, ma soprattutto grazie alle foto, la vita delle Bamberga birraria di quegli anni.

Un libro davvero interessante per tutti gli storici di birra e appassionati di Bamberga.


                                     

Un sentito grazie a Christian Fiedler per il lavoro fatto e il volume.

Titolo: Bamberg Die wahre Hauptstadt des Bieres

Autore: Christian Fiedler

Lunghezza: 223 pagine

Lingua: Tedesco

Data pubblicazione: Novembre 2025

Editore: Heinrichs-Verlag Bamberg

Prezzo: 29 €

Alla scoperta della Birra Gose




Un libro che ripercorre la storia della Birra Gose, una specialità di birra di frumento originaria di Goslar, città della Bassa Sassoonia, ma trovò molti estimatori anche nella Germania centrale, vedi Lipsia. Il mastro birraio Johann Philipp Ledermann iniziò a produrre la Gose nel 1824 nella tenuta di Döllnitz. Per celebrare il 200° anniversario della Gose della tenuta di Döllnitz, questa pubblicazione commemorativa riccamente illustrata presenta articoli di attualità e storici.



Il curatore Henner Kotte e i suoi autori hanno scoperto fatti interessanti, divertenti e insoliti sull’argomento e li presentano ai lettori come un regalo. Oltre a Henner Kotte, hanno voce in capitolo anche i testimoni oculari della storia recente della Gose, a partire dalla rinascita di questa antica bevanda tradizionale, tra cui il cabarettista Gunter Böhnke, il proprietario di un pub specializzato Lothar Goldhahn, lo storico della Gose Frank Heinrich, il produttore di Gose Tilo Jänichen e ultimo ma non meno importante, l’esperto di birra Conrad Seidl.

 


Titolo:  Die Gose schmeckt frühmorgens gut, ist abends keine Plage …

Autore: Henner Kotte

Lunghezza: 144 pagine

Lingua: Tedesco

Data pubblicazione: Agosto 2024

Editore: Mitteldeutscher Verlag

Prezzo: 24 €

Birrificio Artigianale Cabrera: la beer firm più a sud d’Italia!




Oggi scendiamo lungo lo stivale, nel profondo sud della Sicilia. Siamo a Pozzallo, provincia di Ragusa, ed è qui che ha sede la beer firm Bac, acronimo di Birrificio Artigianale Cabrera, la beer firm più a sud d’Italia.

Una chiacchierata con Silvio, per scoprire il dietro le quinte di questo progetto.

 

Silvio, come ti sei avvicinato al mondo della birra?


Mi chiamo Tenerelli Silvio, sono nato e cresciuto a Pozzallo (RG) piccola cittadina che si affaccia sul Mediterraneo. La scintilla che fa partire l’amore per la birra avviene tra i banconi del pub di paese e tra le pentole di casa. Scintilla che diventa incendio quando mi trasferisco a Perugia per gli studi universitari.( Tecnologie Birrarie). Poi, sicuramente le esperienze lavorative da Yblon ( Ragusa ) e La Fortezza ( Teramo) mi hanno influenzato e formato tanto.


                                                   


Birrificio Artigianale Cabrera, quando e dove nasce e chi c’è dietro questo progetto?


 L’idea,o per meglio dire il “sogno”, nasce in una notte d’estate pozzallese quando con Filippo ci ritroviamo proprio sotto la Torre Cabrera a parlare di futuro, di possibilità, di idee. Parlo di sogno perché essendo al tenpo ancora universitari le risorse erano poche.

Qualche anno dopo il sogno diventa progetto, grazie anche Giorgio (terzo e ultimo socio). Anche lui con un passato da appassionato homebrewer, ma un presente da imprenditore.

 

Come avete scelto il nome e il logo per il vostro giovane progetto di beer firm?


 Volevamo qualcosa che rappresentasse Pozzallo, da lì il nome Cabrera che ne è il simbolo. Per il logo abbiamo pensato a qualcosa di moderno e semplice ma che fosse comunque riconoscibile. Pertanto nel logo abbiamo riportato l’acronimo BAC.

 

Quali birre hai in gamma e quali speri di realizzare prossimamente?


 Ad oggi abbiamo 5 etichette con  stili abbastanza distanti tra loro. Abbiamo iniziato la nostra avventura con la Zhara e la Mind the BAC, rispettivamente una Doubble Ipa e una Ordinary Bitter ( uno dei miei stili preferiti ). La terzogenita è stata Onda Alta, una robusta Tripel da 8.5 %. Unica birra che proponiamo anche in bottiglie da 75 cl. A inizio estate ’25 arriva Marina, la birra di cui andiamo più fieri, perché dentro questa blanche/gose c’è tanto di nostro. È stata sicuramente la ricetta che più volte abbiamo provato a casa. Si parte da una base Blanche ma con l’aggiunta in bollitura della Salicornia ( un arbusto tipico della macchia Mediterranea che cresce sugli scogli ). Questo rende la bevanda leggermente acida e salata. Infine l’ultima arrivata è una gluten free: la Rigatoni. Una Pale ale prodotta come se fosse una bassa fermentazione con malti e luppoli coltivati in Sicilia, prossimamente la riporto con una leggera luppolatura a freddo.


                                                    


Per quanto riguarda gli eventi e le vendite, come siete organizzati?


 Partecipiamo a diversi eventi, dai festival dedicati ma anche alle sagre di paese. Abbiamo realizzato in collaborazione con un artigiano del legno un bel bancone carrellato, fondamentale per partecipare ad eventi dove il consumo di birra è elevato. Abbiamo anche 2 sipllatori soprabanco che affittiamo per feste di compleanno o simil.

 

Guardiamo al futuro, cosa ti aspetti e dove vuoi arrivare? Sogni nel cassetto?


Beh, penso che il sogno del birrificio sia ovvio e scontato, quindi ne dico un altro… vorrei vedere quanti più locali  possibile della mia zona , dal locale specializzato al bar sottocasa, spillare birra artigianale siciliana, perché penso sia un settore che possa dare veramente tanto a questa terra, perché i birrai siciliani sono tra i più estrosi e originali  e perché mi sono un po’ stancato di trovare in giro le solite birre che vengono dall’altra parte del mondo e che sono comunque ossidate  sovrasature … sta a noi piccoli produttori far capire questo ai consumatori!!


Un’ultima domanda, la più difficile. Ci sono una birra e un luogo che più ti stanno a cuore, che non siano le tue?


Bella domanda…per la birra non ho dubbi: Timpa di Yblon. È stata la prima bevuta che mi ha fatto esclamare “wow.. ma che birra è questa?! Perché ha questo sapore??”  Come si dice in questi casi?! il primo amore non si scorda mai. E poi anni dopo, lavorando proprio da Yblon ho avuto la fortuna di poterla produrre e di conoscerla  vicino, amore totale!! Per il luogo faccio un po’ piu difficoltà. Ti dico la terrazza del birrificio la Fortezza. Proprio lì, dove a fine giornata , tra una birra, un arrosticino e le colline teramane sullo sfondo la fatica scompariva!!!




mercoledì 21 gennaio 2026

IL PIACERE DELLA BIRRA – Viaggio nel mondo della bevanda più antica




Ad Ottobre è uscito il nuovo volume sulla birra edito da Slow Food Editore, Il Piacere della Birra, aggiornato rispetto alla prima edizione del giugno 2017.

Questo libro è pensato per chi si avvicina al mondo della birra, ma anche per i più esperti, trattando diversi argomenti.

Si parte dagli ingredienti con cui viene prodotta la bevanda alcolica più antica del mondo, cenni di storia, produzione, più un lungo capitolo per paese o meglio dire per culture birrarie dove ha avuto origne uno stile di birra, vedi il Belgio per le Saison la Germania per le Weizen o la Gran Bretagna per le Real Ale.

Vengono spiegati gli stili più noti in modo chiaro, dalle origini alle birre più conosciute, nel mezzo un paragrafo sul consumo e giustamente un’ampia raccolta sulla birra artigianale italiana.

Un lungo viaggio, dalla Scandinavia agli Stati Uniti, passando per Londra e la Baviera, arrivando nel Bel Paese senza tralasciare altri importante nazioni.

Diversi gli indirizzi e i consigli per pianificare il nostro viaggio alla scoperta di vecchi stili e nuove realtà.

Un libro davvero consigliato!

 

Autore: Luca Giaccone – Eugenio Signoroni

Lunghezza: 336 pagine

Lingua: italiano

Data pubblicazione: 1 Ottobre 2025

Editore: Slow Food Editore

Prezzo: 22 €






Alla scoperta di Birra di Mezzo, beer firm bolognese




Oggi vi portiamo nella periferia di Bologna, una terra dove il buon cibo e il buon bere sono parte dell’identità stessa del territorio. È qui che incontreremo i protagonisti di Birra di Mezzo, una giovane e appassionata beer firm che sta lasciando il segno nel panorama brassicolo locale. Prepariamoci a scoprire la loro storia, la loro filosofia e le birre che li rappresentano.


                                            

 

Ci raccontate chi siete, da dove venite e come vi siete avvicinati al mondo della birra?

Siamo Silvia e Francesco, coppia nella vita, uniti dalla curiosità e da tutto ciò che è nerd e dall’amore per la birra. Ci siamo conosciuti passando le serate nei pub bolognesi, la birra è sempre stato il nostro denominatore comune e nel 2012 abbiamo iniziato a produrla in casa usando la pentola dove la mamma di Silvia preparava i tortellini in brodo. Negli anni abbiamo affinato la tecnica, anche grazie a corsi fatti presso diverse associazioni, ma soprattutto non ci è mai passata la voglia di bere.


                                                    

Birra di Mezzo, quando e dove nasce e come avete scelto il nome e il logo che vi caratterizza?


Birra di Mezzo nasce un po’ alla volta, dalla voglia di coinvolgere più persone possibile in questo meraviglioso mondo. Ci piaceva l’idea di diffondere il verbo del “bere bene” senza dimenticare che la birra è convivialità, gioia e condivisione. Da qui il nome: perché nei momenti migliori c’è sempre una Birra di Mezzo.

Tutto però prende davvero forma quando incontriamo il nostro attuale terzo socio Alessandro, proprietario di un’azienda agricola con un grande desiderio di aprire un birrificio partendo dalle sue materie prime. Così abbiamo unito le forze e da tre metà si è formata la Birra di Mezzo.

Il logo voleva essere semplice ma che rimanesse impresso, giovane e fresco ma che allo stesso tempo riportasse all’artigianalità dei nostri prodotti. Per questo è disegnato e scritto a mano dall’illustratore professionista Gabriele Peddes che realizza a mano anche tutte le etichette delle nostre birre.


                                               

 

Quali birre avete in gamma e quali vorreste realizzare prossimamente?

Attualmente abbiamo sei birre fisse in gamma:

Golden Eye: british golden ale dai toni agrumati e dalla beva elegante.

Bruce Leemon: saison con scorza di cedro e pepe di Sichuan, dagli aromi emozionanti.

Moulin Rouge: biere de garde molto caratterizzata dal lievito e dalla bevuta avvolgente

Mandarino Meccanico: black rye Ipa con aggiunta di scorza di mandarino che sorregge i luppoli fino alla fine del bicchiere

Wheat for Wendetta: american wheat con bacche di ginepro fresca e dissetante

Shamama: l’unica etichetta non a tema cinema, prodotta in collaborazione con il ristorante afghano Kabulàgna, una belgian ale con zafferano intenso perfetta da accompagnare ai pasti.

Non saremmo dei veri cinefili se non facessimo anche qualche spoiler. Per il prossimo anno abbiamo in progetto un’altra birra in collaborazione con Kabulàgna e altri prodotti che prevedono un uso smodato di spezie. Inoltre, siamo in procinto di aprire la nostra taproom e sarà disponibile una birra realizzata appositamente per l’occasione che si potrà bere solo in spina nella nostra sala bevute. 


                                                       

 

Vedo un collegamento tra i nomi delle Vostre birre e il cinema, oltre ad avere delle grafiche stupende. Come é nato il tutto?

Come anticipato amiamo tutto ciò che è nerd e ci appassiona comunicarlo attraverso il nostro progetto. Volevamo che ci fosse una coerenza fra i nomi e le etichette, per cui l’idea è stata quella di richiamare i titoli dei grandi cult del cinema con i personaggi più iconici degli stessi attraverso le immagini. La scelta delle grafiche “grezze” con colori accesi e facilmente distinguibili è merito dell’illustratore Gabriele Peddes che ci segue le grafiche e scrive tutti i testi a mano e che, a nostro modesto parere, fa un lavoro straordinario.


                                          

Guardiamo al futuro, cosa vi aspettate e dove volete arrivare? Sogni nel cassetto?

In verità a noi piace pensare in grande e il nostro progetto è molto ampio.

A breve apriremo una piccola sala bevute in centro a Medicina, in provincia di Bologna, paese nel quale abbiamo anche l’azienda agricola.

Inoltre, stiamo cercando di rivalorizzare un capannone aziendale in cui avrà sede il nostro futuro impianto e che prevederà già la predisposizione per un agriturismo.

A noi piacerebbe molto essere un punto di riferimento nella zona come i birrifici in Baviera che sono dei punti di aggregazione della comunità locale e speriamo che il sogno diventi realtà.

 

Un’ultima domanda, la più difficile. Ci sono una birra e un luogo che più vi stanno a cuore? 

Se dovessimo scegliere una delle nostre birre sarebbe sicuramente la Bruce Leemon perché è quella da cui è partito tutto il progetto. L’idea è venuta vedendo i cedri che erano in azienda agricola, l’abbiamo fatta in casa e l’abbiamo mandata a un concorso da homebrewer quasi per provocazione; invece, ci siamo piazzati sul podio e abbiamo deciso di metterla in gamma.

Il luogo che ci sta più a cuore è un pub in centro a Bologna (il vecchio e ormai chiuso da tempo Transilvania) dove abbiamo passato la maggior parte della nostra gioventù, cercando sempre birre nuove e dove abbiamo sperimentato senza ancora saperlo.

 

Info e contatti: www.birradimezzo.it