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lunedì 11 dicembre 2017

Saint Lamvinus - Brasserie Cantillon



Bevo meno , lo avete notato anche voi, bevo meno ma quando lo faccio , lo faccio bene e con le persone giuste, in luoghi e posti a volte fuori dal tempo.
Sto scrivendo meno ultimamente, d'altronde gli impegni sono sempre tanti e il tempo pur avendone tanto non è mai abbastanza per dedicarsi a tutto.
Spero però di fine l'anno in crescendo, così da farvi a tutti Voi un piccolo regalo di Natale, con qualche bella recensione , un'intervista o racconto.
Complice la nevicata di questa sera e la voglia di raccontarvi la mia ultima bevuta , mi son chiuso in casa e ho stappato l'ultima bottiglia di Cantillon Saint Lamvinus che mi era rimasta in cantina.
Una birra che inizialmente venne prodotta in Francia, nella zona di Bordeaux, questa birra è un blend di uva e lambic di circa 2 anni, negli anni sono state diverse le varietà di uva utilizzata.
Vediamo come si presenta questa bottiglia, adagiata nel classico cestino in vimini , versata nel bicchiere si presenta di un bel colore ambrato con riflessi rosati  , schiuma biancastra, fine,  scarsamente persistente.
Al naso dapprima le classiche note tipiche delle birre made in Cantillon, legno , polvere, cuoio, quei sentori indimenticabili per chi ha varcato la porta della Brasserie con sede ad Anderlecht, per passare poi a sentori più profumati, fiori di campo, frutti di  bosco, frutta rossa.
Buona secchezza e asprezza in bocca , fruttata, uva e lime , frutta rossa, quale la ciliegia, con un finale leggermente acetico che rende la bevuta ancor più interessante, leggera una birra che se bevuta con calma non stanca mai , anzi appaga.
Nell'ultima bevuta emergono anche note diciamo vinose oltre a chiudere amarognola e nuovamente acetica , finemente.
Una buona bevuta , in una sera magica , come magico è il periodo delle feste natalizie , arricchito questa sera da una candita nevicata.
Forse era doveroso lasciarla riposare ancora in cantina , ma questa sera l'ho sentita sussurrare ... era da aprire.


ABBINAMENTI: Ottima sola come aperitivo, adatta a fine pasto come accompagnaento ad un buon dessert, torta gelato , meringata.

Formato:  75 cl     5,0  %  alc/vol     Pagata 16  euro      spaccio


Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.

martedì 17 maggio 2016

Rosé De Gambrinus - Brasserie Cantillon

Continuo a berle e ad amarle, continuo a ricercarle per poi farle riposare in cantina, ma non ne parlo quasi mai, sto parlando delle magiche birre della Brasserie Cantillon, che non sto certo a parlarne, chiunque legga questo articolo, ama la birra e non può non conoscere un minimo di storia della Cantillon.
Oggi è la volta di una birra che ben si sposa con queste calde giornate primaverile , una birra che vedo bene sulle nostre tavole festanti, in questo periodo di comunioni o cresime , magari ad accompagnare la torta del festeggiato.
Lei è la Rosé de Gambrinus, una Fambroise da 5,0 °, con aggiunta di lamponi freschi , dedicata al leggendario Re delle Fiandre, considerato come il patrono della birra.
Una birra fresca da non dimenticare in cantina , almeno io non ci sono ancora riuscito, infatti anche lo stesso birrificio consiglia di berla entro un anno, probabilmente invecchiandola si perde la freschezza della frutta in questo caso dei lamponi.
Veniamo all'assaggio, versata nel bicchiere si presenta di un bel colore rosato, con riflessi rossastri, con una sorprendente schiuma rosa, poco cremosa e finemente persistente.
Al naso domina la frutta rossa matura, ovviamente il lampone, dolce, fragole e floreale.
In bocca arriva fresca, pulita, frizzante quindi ben carbonata, a sua volta leggera, il primo sorso ci regala una birra dolce, frutta rossa matura, dove dominano i lamponi, poi la fragola , chiude poi più aspra, secca e ovviamente acidula ma dissetante.
Come detto lasciandola invecchiare probabilmente sarà il lambic a dominar la scena, mettendo in secondo piano il fruttato e i sentori dolci.
Una bevuta delicata, fresca e dissetante, da bere fresca , come detto si sposa bene con un buon dessert.
Consiglio di berla fresca a 6 - 8 °.

ABBINAMENTI: Ottima sola come aperitivo, adatta a fine pasto come accompagnaento ad un buon dessert, torta gelato , meringata.

Formato 37,5 cl     5,0  %  alc/vol     Pagata 7,50 euro  spaccio dolciario


Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.



lunedì 1 giugno 2015

Arrogant Sour Festival 2015 - Reggio Emilia

Eccoci di ritorno da un festival fantastico, non ci sono altri aggettivi per descriverlo, l' Arrogant Sour Festival 2015, ottima location, ottima organizzazione...non aggiungo altro se no dovrei continuare per altre 10 righe.
Un festival di sole birre acide, un amore nato quasi per caso nel 2010, devo ringraziare i miei primi 2 compagni di viaggio in Belgio, Ales e Livio, è solo grazie a loro se ho scoperto questo mondo acido.
Ho passato la giornata al festival sabato 30 maggio, come detto location stupenda all'interno del Chiostro Della Ghiara risalente al 1600, nel centro di Reggio Emila, 40 m di bancone , pazzesco, 70 spine con più di 140 birre a rotazione, una zona chiamata la " bottaia " con diverse botticelle e botti contenenti, forse, le migliori birre del festival.
Dopo quasi 4 ore di viaggio, da Lecco, arriviamo e il primo che trovo e saluto è il Guru Lorenzo Dabove ...per tutti Kuaska oltre all'amico Claudio della Locanda di Suisio...iniziamo da chi se non da un'amico???
La prima birra bevuta è la Oersoep Brettalicious, 5 % , rifermentata con brettanomyces , consigliatami l'ho trovata ottima, grande Claudio per le tue scoperte olandesi, sentori di frutta tropicale, mango e ananas su tutti...va ribevuta.
Barrica 5 % dello spagnolo Ales Aguillon, non male da come mi era stata consigliata mi aspettavo di più, la Beavertown Brewery con la The Gose Strikes Back, 4,8% con aggiunta di more, un birrificio che ancora bene non conosco ma che sicuramente andrò a cercare, il dolce lasciato dai frutti di bosco e il giusto equilibrio del salto la rendono un'ottima birra da aperitivo.
Prima birra italiana la Marsillia Gose del Birrificio Amiata, una buona interpretazione dello stile, 4,5 % , dissetante e beverina, passo alla Gose di Bayerischer Bahnhof, con aggiunta di batterici lattici, non male lattica ovviamente salata , preferisco ancora la Marsillia, faccio poi un salto alle spine di Struise, una birra che ho visto nascere e crescere, per me resta una signora birra ottima, la Weltmerz 2011 una sour ale da 3 %, pranzo o meglio ceno , d'altronde non è di sola birra che viviamo.
Continuo il mio pellegrinaggio tra botti e spine e vengo invitato dall'amico Michele , publican del The Dome a provare la regina del festival, in botte, la Xyauyù Kentucky di Baladin, con infusione a freddo di tabacco kentucky, 14 %, una fila di persone per provarla, indescrivibile, non fumo sigari ma mi sarei perso in poltrona a gustarmela, ne è valsa la pena amici, continuo ricercando , purtroppo con esito negativo le birre di Cantillon, già venerdi sera era quasi tutto finito oltre a Montegioco e Hof Ten Dormaal, ma vengo chiamato alla bottaia dove gentilmente mi viene offerta un'altra birrozza , la Oud Bruin del Belga Brouwers Verzet, 6 % maturata in botti di rovere, aspra ma allo stesso tempo dissetante, aroma da vendere, miele, fieno, marasca e una acidità molto euilibrata.Grandi i ragazzi della Verzet.
Premetto che tutte le birre assaggiate sono il frutto di scambio tra gli altri amici, se no sarei uscito a 4 zampre, passo alla Bfm , desideroso di provare la Saison 225, che purtroppo non è ancora attaccata e quindi provo l'amata Abbaye De Saint Bon Chien 2013, che ho recensito poche settimane fa, paurosa ed eccomi finalemte alle spine di Birra del Ducato con la Chrysopolis 2013 e la Oude Brunello quest'ultima però in botte di Brunello Di Montalcino che non mi ha fatto impazzire , la prima invece un'ottima, maturata 3 anni in botte con batteri lattici e bretta, il risultato è ottimo, bel colore pulita acida ma non troppo.
Ovviamente non poteva mancare l'omaggio del Birrificio Italiano con un bicchiere della Scires 7,5 % , un blend con l'aggiunta di duroni di Vignola, in formissima bella bevuta, ciliegie sotto spirito, prugna, un leggero agrumato col finale vinoso.Diversi i premi vinti da questa birra.
Un'altra birra di un birrificio che tanti disprezzano, ma io amo è la Undressed Foederbier di Alvinne maturata in botti di Bordeaux , 7 % , frutti di bosco e ciliegie anche qui, consigliata, la sete, si dopo un pò di birre acide...si ha voglia di birre...acide, colpa della bella ragazza al banco spina, provo su invito suo la discreta Sweet Insanity di Toccalmatto, 7 %, collaboration brew con gli svedesi di Dugge Ale & Porter Bryggeri, con aggiunta di albicocche e batteri lattici, buona ma stancante sul finire ma molto rinfrescante.
Veniamo ora alle ultime grandi birre del mio festival, il lambic di Oud Beersel , affinato per un anno in botte che a mio avviso non ha nemmeno bisogno di una piccola descrizione...così come l'Oude Lambik di De Trouch sempre 5 % ,quest'ultima affinata per un anno e mezzo in botte, ma ho previto quello di Beersel.
L' ultima birra della giornata , dovevo gustarmela a pieno con una bella chiaccherata e tante tante informazioni e curiosità col mastro Paolo Erne, che ancora di persona non avevo conosciuto, prima mi viene offerta una sua Oud Bruin, da far invidia a quelle del festival e poi con un bicchiere di La Rinnegata, fatta assieme al Birrificio Antica Contea di Gorizia , 6,5 % un mix pazzesco di aromi, profumi e sentori, quasi magia, una porter e una kriek assieme, lasciata maturare in botti di rovere prima e ciliegio poi.
Dirti grazie Paolo è poco, purtroppo di alcune birre ho preso nota poi, mi son perso in un mondo di birre e vecchi amici, e ho sottovalutato un pò alcune birre che volevo recensire.Purtoppo le birre da provare erano diverse, qualche birrificio purtroppo l'ho dimenticato e in un giorno non si poteva fare di più, aspettiamo il 2016.
A conclusione di un festival con birre e persone fantastiche, la cosa bella dei festival e ritrovare persone che hai visto tempo fa chissà dove, che si ricordano di te, con cui passi giornate a parlare di buona birra , ognuno sempre con qualcosa da insegnare all'altro, questo è il nostro mondo, la nostra vita, il piacere del bere e capire cosa si sta bevendo!!Al prossimo festival!!

mercoledì 4 febbraio 2015

Cuvée Saint Gilloise - Cantillon

Eccoci di nuovo a parlare di Belgio, più precisamente di birre acide, di lambic e più precisamente di uno dei birrifici più famosi e a me più cari.
Fino a 6 anni fa, non sapevo nemmeno cosa fosse il lambic.Alla prima bevuta quasi sputai la birra che avevo nel bicchiere, convinto che questo stile non faceva affatto per me.L'amore per i lambic arrivò pian piano, grazie a un viaggio in Belgio e con l'aiuto e i consigli di 2 amici amanti di questo genere di birre.Cantillon, 3 Fonteinen, Oude Beersel e non, beh cosa chiedere di più???Ora non ne posso fare a meno amo queste birre, meglio se bevute in compagnia.
Parliamo oggi di una birra che adoro, cosi come il birrificio che la produce, Cantillon, una mecca a Bruxelles, almeno una volta nella vita ci dovete andare, se poi avete la fortuna come me di fare per ben 2 volte il tour con il birraio Jean o suo padre Jean Pierre, è tutta un'altra storia.
La Cuvée Saint Gilloise, 5 ° prodotta la prima volta nel 2004 per festeggiare il centenario del primo scudetto vinto dalla “Union St. Gilles” football club di Bruxelles (squadra del cuore di Jean Van Roy)  e si trattasi di un omaggio piuttosto particolare in quanto è una delle rare volte in cui un produttore simbolo ed alfiere della tradizione si cimenta a sperimentare.Inizialmente si chiamava Cuvée De Champion, poi visti i tristi risultati conseguiti dalla squadra, ribattezzata appunto Cuvée Saint Gilloise.

Trattasi, quindi, di un geuze anomala in quanto vi è l’utilizzo di luppolo fresco (Hallertau) aggiunto a freddo al lambic che ha maturato per due anni in botti di quercia; l’aspetto è  un invitante  giallo leggermente ambrato e poco velato. La schiuma bianca, fine e abbastanza persistente.
Al naso l’aroma è soprendentemente diverso rispetto a quel che mi sarei aspettato, una bel profumo di vegetale accompagna sentori che richiamano l’uva bianca a cui si aggiunge una fantastica nota terrosa, arriva poi un leggero tocco  floreale (rosa) ed un accenno legnoso di quercia.Solo in fondo si percepiscono sentori brettati.
In bocca il corpo è medio con poca carbonazione, i gusti sono prevalentemente citrici con un amaro vegetale che va a fare da ottimo complemento all’acidità, ben presente ma non eccessiva. Finale secco, persistente e caratterizzato da note agrumate (buccia d’arancia). Una bella geuze, secca e rinfrescante e sarà interessante riprovarne una debitamente invecchiata tra qualche annetto, o meglio ancora dopo una decina d'anni in modo da valutare l’evoluzione del gusto luppolato, decisamente insolito per questo stile birrario, con una sicura attenuazione dell'amaro.
Conservare in posizione orizzontale.
Servire a una temperatura di 10°.

ABBINAMENTI: ottima come aperitivo, si sposa bene, con il pesce, molluschi e con i formaggi erborinati.

Formato 75 cl     5 % alc/vol             Pagata 12 euro in birreria specializzata