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martedì 9 giugno 2020

Assaggi di Draco's Cave - Birra in botte




Oggi parliamo del progetto Draco's Cave , un progetto che Marco Giannasso, giudice internazionale, docente, partecipa anche alla fondazione dell'associazione Good Beer Society e co-autore del libro Fatti di Birra e quindi grande esperto in materia, ha inaugurato nel 2016.
Un progetto davvero interessante di solo affinamento in legno, quindi parliamo di birre rigorosamente invecchiate in botti .
Tutte le birre ( parliamo di birra base ) vengono selezionate o fatte produrre appositamente prima di essere affinate in botte, con a volte , l'aggiunta di qualche ingrediente particolare vedi i lamponi le ciliegie o le albicocche.
La barricaia ospita circa una ventina di barrique oltre che un piccolo spazio adibito a tap room e si trova nel comune di Lissone in provincia di Monza e Brianza.
Tante le birre realizzate negli ultimi anni, alcuni riviste in più edizioni, diverse birre alla frutta , brettate o sour completano la linea di Draco's Cave.
Qui di seguito le mie impressioni sulle birre assaggiate


Rasperry Saison - 5,8 °

Una volta stappata è impossibile non sentire il profumo di frutta rossa che emana prima ancora di finire nel bicchiere.
Versata ha un colore che spazia dal rossastro al rosa , riflessi rame , velata e con una schiuma color petalo di rosa che piano piano svanisce.
Al naso il bouquet fa invidia a birre ben più conosciute, frutta rossa, frutti di bosco, fragoline di bosco, fiori di campo, vaniglia, legno.Emozionante.
In bocca la fanno da padrone i frutti di bosco, acido e acetico ci prendono per mano e ci conducono per tutta la bevuta, nuovamente vaniglia e legno.
Scorrevole e mai impegnativa, oltre che acidula sa essere anche dolce e ben equilibrata, chiusura secca e più amara. Davvero una gran birra.


Funk And Funny - 7,5 °

Color giallo paglierino, limpida con un bel cappello di schiuma bianca cremoso e persistente.
Al naso buona intensità, spezie frutta gialla matura, freschezza e ovviamente sentori quali, legno , muffa , polvere vanno a caratterizzare questa saison,
In bocca è morbida, note speziate, sentori wild dati dal passaggio in botte, legno, muffa, frutta gialla matura, chiodi di garofano, finale più citrico. Il passaggio in botte si sente eccome per questa saison davvero interessante e di facile beva.


Regal Porter - 7,1 °

Classico color ebano ,  con schiuma densa e cremosa color nocciola.
Al naso emergono da subito note di malti tostati , frutta secca, vaniglia , ma anche legno.
In bocca è morbida , attacco leggermente acidulo , fave di cacao , caffè , ancora note tostate, legno , vaniglia e ovviamente il ricordo al whisky è vivo, soprattutto una volta scaldata la birra.
E' davvero importante il lavoro fatto con il passaggio in botte di whisky, in quanto il risultato finale di questa birra è davvero elegante. Il ricordo va a produzioni inglesi e americane assaggiate in passato e non certo dimenticate.





Mc Cherry - 7 °

Questa birra è come una bella donna, te ne innamori a prima vista . I ricordi sono quelli dei grandi maestri belgi , dove le ciliegie hanno fatto a pieno il loro lavoro così come l'affinamento e la scelta della barrique.
Color rosso intenso che tende al ramato con schiuma rosa , fine per arrivarci al naso con quel profumo prepotente di ciliegia , sentori wild, bretta e note maltate, se la lasciamo scaldare emergono sentori quali frutta sotto spirito.
In bocca primo approccio acidulo, di nuovo la ciliegia, frutta rossa matura, prugna, frutta sotto spirito, vaniglia, leggera nota vinosa, ma anche una parte più dolce e zuccherina caramello a ricordarci la base usata per questa birra.
Perfetta !!


Dark Drup - 7,7 °

Una Cherry Porter , uno stile che non conoscevo.
Fantastica appena versata con il suo colore mogano scuro ma con chiari riflessi rossastri dati dall'impiego della ciliegia.
Schiuma color ocra , cremosa e persistente.
Al naso è un connubio di emozioni che spaziano  dalla frutta rossa in primis al tostato, per passare dalla frutta secca al caramello .
In bocca è calda ben equilibrata tra note tostate, fava di cacao, cioccolato fondente, frutta secca, frutta rossa matura, frutta sotto spirito, buon corpo.
Chiude più  acidula . Birra complessa dall'insieme di sentori che ne fanno una birra da scoprire.


Lady Pepper - 

Stappata ha fin da subito quell'inconfondibile aroma speziato, pepato , carico e persistente.
Color ramato , velata con riflessi dorati , schiuma biancastra fine e persistente.
Al naso come detto pepe, spezie varie, leggera vaniglia, fruttata gialla matura.
In bocca è pepata , spezie , acidula ma anche di una freschezza appagante.
Lasciata scaldare esce la parte maltata, caramellata, ma chiude decisamente più piccante , pepata e speziata, una birra non per tutti i palati ma ben strutturata .
Parere personale verso la fine di bevuta diventa impegnativa , data la sua speziatura o meglio pepatura , ma come detto non sono un amante del pepato e speziato. Comunque chapeau !!


Non scopro certo ora le birre di Draco's Cave, ma alcuni prodotti , quali la Mc Cherry e la Regal Porter , vanno davvero oltre le mie aspettative in modo più che positivo.
La Mc Cherry è davvero di una categoria superiore, per una degustazione più che positiva.
Ricordo anche la Apricot Surise una tra le prime birre lanciate sul mercato con aggiunta di albicocche, davvero notevole.
Tenetelo d'occhio questo progetto , davvero interessante!!
Ringrazio Marco per la possibilità di assaggiare le sue birre.







Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.


lunedì 17 febbraio 2020

Cuvée de Zrisa - Cà del Brado



Siamo poco fuori Bologna, a Rastignano , dove dal 2016 è partito il progetto di Cà del Brado.
Una cantina brassicola che ovviamente tanto ricorda le cantine vinicole della bassa emiliana, dove tra barrique e tini in legno, lieviti selvaggi e non si sperimentano fermentazioni.
Un nome studiato ad Hoc dove Cà, stà per casa, luogo familiare, sicurezza e Brado , Bradùs, etimologia greca che significa lento, come lenta è la maturazione nelle barrique.
Tante le barrique , i tonneaux e i foeders in cantina per un luogo magico assolutamente da visitare.
Oggi stappo la Cuvée de Zrisa, nient'altro che una sour ale con le ciliegie di Vignola, dal grado alcolico importante, 7,8 ° .
⁠⁠⁠Questa birra è stata realizzata mediante la macerazione di due differenti varietà di duroni di Vignola (una più dolce e succosa, l’altra più aspra) in una birra precedentemente affinata in rovere con brettanomyces Bruxellensis e contaminazione di lieviti e batteri.
Una volta versata nel bicchiere si presenta di un bel colore rubino, aspetto velato , e schiuma fine che svanisce in un istante color rosa.
Al naso sentori fruttati, frutta rossa, ciliegia, marasca, frutta bianca, leggere note speziate, mandorla.
In bocca oltre che fruttata, come detto frutta rossa, ciliegia, marasca,  è giustamente acidula e acetica, senza mai stancare. 
Frutta bianca, birra rustica, vaniglia , note legnose, limone, ma anche mandorla , equilibrata con corpo e carbonazione media. 
Chiude più acetica , una bevuta appagante .
Ottima come aperitivo o abbinata ad un buon dessert.Consiglio di servirla a 8-10°


ABBINAMENTI: come sopra citato è ottima come aperitivo, si sposa a meraviglia con dolci a base di frutta, torte gelato come la meringata.


Formato  0, 37,5  l         7, 8  % alc/vol     27  IBU



Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.




lunedì 6 giugno 2016

EXenthia - Bella'Mbriana Luxury Mediterranean Craft Beer



Eccomi tornato dopo qualche meritato giorno di vacanza al mare, torno con un birrificio , nuovo sul blog, nuovamente nel sud Italia, Nocera Inferiore , Campania , in provincia di Salerno, il birrificio Bella'Mbriana di Prisco Sammartino, che quasi a sorpresa mi ha fatto avere due birre, non le classiche birre del portafoglio del birrificio , bensì una belgian sour ale e una oak age.
Se non sbaglio attivo dal 2012, ultimamente sono diverse  le birre in stile Iga prodotte dal birrificio, con Fiano di Avellino e Greco di Tufo, diverse anche le altre creature passate in botte, con aggiunta di frutta fresca, scopriremo come saranno.
Dalle birre classiche quali, una blanche, una belgian ale, una saison e una strong ale di ispirazione belga, (queste quelle che conosco ) a birre passate in botti, oggi vi parlo della EXenthia una Belgian Sour Ale da 7,5 ° alcolici, imbottigliata nel 2012.
Chiedo scusa ma questa birra lì ho bevuta un mesetto fà , ma ancora non avevo postato nulla se non qualche foto.
Una birra a tiratura limitata, con batteri lattici e acetici in fase di fermentazione e maturazione, il che dona alla birra una leggera acidità, invecchiata e lasciata maturare oltre un anno in botti.
Allora aperta e versata mi si presenta subito bene, color ambrato con riflessi rame, con schiuma pressoche assente, solo qualche piccola bolla e una finissima patina color bianco zinco che in un attimo svanisce.
Al naso la prima nota che che mi colpisce è il vinoso, liquoroso, dove il vinoso sembra essere eccessivo, in seguito vaniglia , legno e cantina umida , per passare poi a note più dolci quale zucchero candito e caramello, nessuna nota erbaceo resinosa , vale lo stesso per note lattiche.
In bocca arriva piatta, dolce, prevale lo zucchero candito e il vinoso che come detto sopra sembra essere eccessivo , uva bianca, uva spina, lasciata riposare la riverso una seconda volta ed è qui che mi appaga, diminuiscono le note vinose liquorose, così come quella parte zuccherina , dolce, nella prima bevuta le note acide non le avevamo percepite, qui sul finale di bevuta notiamo l'astringenza data dai batteri lattici , e una leggerissima acidità e appunto note lattiche.
Corpo e carbonazione a nostro avviso media.
Parecchio fondo in bottiglia, poco pulita nel finale.
Prevale tanto il vinoso / liquoroso , che a mio avviso è un pochino troppo, così come la nota dolce, zuccherina.Manca di sentori lattici a naso alla prima versata, lasciata riposare un attimo, ripaga.
Sembra strano ma nel secondo bicchiere la birra migliora e dà il meglio di sè.
Consiglio di servirla tra 14 - 16 °.
Ora passerò all Reposada , una birra da meditazione affinata in botti di rovere francese per 12 mesi, anch'essa a tiratura limitata, dalla confezione davvero interessante, sicuro di godermela a pieno.



Dalla passione per la birra, nasce la poesia del gusto.


Eccola la Bella ‘Mbriana: vanitosa come poche, viziata quanto basta.
Vuole piacere e farsi scegliere, nell’indifferenziato mondo del malto.
Ha un nome, un’anima, un corpo e una corposità.
E’ arte e poesia. Donna e birra. Solare e briosa. Sensuale e assoluta.
Provocatoriamente ingenua. Trasgressivamente perbene. Portafortuna, per chi ne ha bisogno.
Da soli o in compagnia, lei è lì che strizza l’occhio. Ti prende, ti avvolge, ti coinvolge.
Alchimia di sapori. Stimolazione sensoriale. Un momento di riflessione. Da degustare. Per meditare.
Bionda, bruna, rossa. Una e trina. A ciascuno la sua.
Aromatica, speziata, gradevolmente profumata o fortemente decisa.
Dolcemente amara. Amaramente passionale. Paradossalmente essenziale.
Sempre uguale eppure diversa. Eterna scoperta.






ABBINAMENTI: dolci, pasticceria secca e cioccolato, ottima anche da bere sola.


Formato 0,75 l 7,5 % alc / vol


Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.

giovedì 15 ottobre 2015

Roots In Wine 2011 - Birrificio Menaresta

Ritorno in Italia, nella Brianza, quindi siamo in Lombardia, periferia di Milano, terra ricca di birrifici, una certezza ormai da diversi anni è il Birrificio Menaresta di cui stapperò la mia birra.
Avevo già parlato di loro ( ) , oggi ho la fortuna di bere una birra non sempre facile da trovare, la Roots In Wine 2011, una Strong Sour Ale da 9,5 %, invecchiata in botti di Nebbiolo della Valtellina ( provincia di Sondrio ), terra di grandi vini rossi, dove viene aggiunto il cioccolato di carrube.
Il Carrube è un legume, e la sua polpa dolciastra ricorda appunto il cioccolato, se non sbaglio viene usata la polvere ottenuta dalla lavorazione a caratterizzare questa birra.
Come mi diceva Marco Valeriani , l'ex birraio , ormai passato al Birrificio Hammer, ricordo che questa birra fa una prima fermentazione in acciaio e una seconda in legno, il lievito è da vino bianco, successivamente viene maturata per 6 - 6 mesi in botte.
Versata , si presenta di color ambrato , tendente al rosso con schiuma bianca, un filo giallognola, poco persistente.
A naso è subito interessante, intensa, vinoso e liquoroso, ci ricorda il vino, marsala, passito, un Xavier Jimenez di Jerez, un vino spagnolo recentemente bevuti, uvetta, frutti di bosco (soprattutto mirtillo e fragola), ciliegia sotto spirito , zucchero caramellato. arriva in un secondo momento la nota legnosa e leggermente acetica oltre ad una nota torrefatta.
Aroma che ci porta a berla subito per scoprirla anche in bocca, delicata, il vinoso si sente eccome, così come l'uvetta, e i frutti rossi su tutti note di mirtillo, mah e nuovamente il caramello.
Birra dal gusto dolciastro, c'e' del lattico e nel finale è leggermente amara.
Se lasciamo riposare la nostra birra, la lasciamo scaldare , sentiremo subito la nota alcolica, son pur sempre 9,5 gradi alcolici, ben strutturata.
Beh che dire , potremmo pensare di trovarci davanti un bel calice di vino liquoroso, invece no, una birra eccezionale, dimenticarla in cantina per qualche anno non le farà male , anzi!!
La foto dell'etichetta rispecchia un pò le generazioni dei contadini brianzoli , viticoltori, abili esperti nella torchiatura. una birra dedicata alle nostre radici.
Consiglio in un primo momento di servirla a 6-8 ° e poi lasciarla.... scaldare.

ABBINAMENTI: con secondi di carne rossa, secondi di cacciagione, formaggi stagionati, formaggi erborinati, dessert a base di frutta.

Scusate per la foto...

Formato 33 cl   9,5 %  alc/ vol     Pagata ( bella domanda ) 



lunedì 1 giugno 2015

Arrogant Sour Festival 2015 - Reggio Emilia

Eccoci di ritorno da un festival fantastico, non ci sono altri aggettivi per descriverlo, l' Arrogant Sour Festival 2015, ottima location, ottima organizzazione...non aggiungo altro se no dovrei continuare per altre 10 righe.
Un festival di sole birre acide, un amore nato quasi per caso nel 2010, devo ringraziare i miei primi 2 compagni di viaggio in Belgio, Ales e Livio, è solo grazie a loro se ho scoperto questo mondo acido.
Ho passato la giornata al festival sabato 30 maggio, come detto location stupenda all'interno del Chiostro Della Ghiara risalente al 1600, nel centro di Reggio Emila, 40 m di bancone , pazzesco, 70 spine con più di 140 birre a rotazione, una zona chiamata la " bottaia " con diverse botticelle e botti contenenti, forse, le migliori birre del festival.
Dopo quasi 4 ore di viaggio, da Lecco, arriviamo e il primo che trovo e saluto è il Guru Lorenzo Dabove ...per tutti Kuaska oltre all'amico Claudio della Locanda di Suisio...iniziamo da chi se non da un'amico???
La prima birra bevuta è la Oersoep Brettalicious, 5 % , rifermentata con brettanomyces , consigliatami l'ho trovata ottima, grande Claudio per le tue scoperte olandesi, sentori di frutta tropicale, mango e ananas su tutti...va ribevuta.
Barrica 5 % dello spagnolo Ales Aguillon, non male da come mi era stata consigliata mi aspettavo di più, la Beavertown Brewery con la The Gose Strikes Back, 4,8% con aggiunta di more, un birrificio che ancora bene non conosco ma che sicuramente andrò a cercare, il dolce lasciato dai frutti di bosco e il giusto equilibrio del salto la rendono un'ottima birra da aperitivo.
Prima birra italiana la Marsillia Gose del Birrificio Amiata, una buona interpretazione dello stile, 4,5 % , dissetante e beverina, passo alla Gose di Bayerischer Bahnhof, con aggiunta di batterici lattici, non male lattica ovviamente salata , preferisco ancora la Marsillia, faccio poi un salto alle spine di Struise, una birra che ho visto nascere e crescere, per me resta una signora birra ottima, la Weltmerz 2011 una sour ale da 3 %, pranzo o meglio ceno , d'altronde non è di sola birra che viviamo.
Continuo il mio pellegrinaggio tra botti e spine e vengo invitato dall'amico Michele , publican del The Dome a provare la regina del festival, in botte, la Xyauyù Kentucky di Baladin, con infusione a freddo di tabacco kentucky, 14 %, una fila di persone per provarla, indescrivibile, non fumo sigari ma mi sarei perso in poltrona a gustarmela, ne è valsa la pena amici, continuo ricercando , purtroppo con esito negativo le birre di Cantillon, già venerdi sera era quasi tutto finito oltre a Montegioco e Hof Ten Dormaal, ma vengo chiamato alla bottaia dove gentilmente mi viene offerta un'altra birrozza , la Oud Bruin del Belga Brouwers Verzet, 6 % maturata in botti di rovere, aspra ma allo stesso tempo dissetante, aroma da vendere, miele, fieno, marasca e una acidità molto euilibrata.Grandi i ragazzi della Verzet.
Premetto che tutte le birre assaggiate sono il frutto di scambio tra gli altri amici, se no sarei uscito a 4 zampre, passo alla Bfm , desideroso di provare la Saison 225, che purtroppo non è ancora attaccata e quindi provo l'amata Abbaye De Saint Bon Chien 2013, che ho recensito poche settimane fa, paurosa ed eccomi finalemte alle spine di Birra del Ducato con la Chrysopolis 2013 e la Oude Brunello quest'ultima però in botte di Brunello Di Montalcino che non mi ha fatto impazzire , la prima invece un'ottima, maturata 3 anni in botte con batteri lattici e bretta, il risultato è ottimo, bel colore pulita acida ma non troppo.
Ovviamente non poteva mancare l'omaggio del Birrificio Italiano con un bicchiere della Scires 7,5 % , un blend con l'aggiunta di duroni di Vignola, in formissima bella bevuta, ciliegie sotto spirito, prugna, un leggero agrumato col finale vinoso.Diversi i premi vinti da questa birra.
Un'altra birra di un birrificio che tanti disprezzano, ma io amo è la Undressed Foederbier di Alvinne maturata in botti di Bordeaux , 7 % , frutti di bosco e ciliegie anche qui, consigliata, la sete, si dopo un pò di birre acide...si ha voglia di birre...acide, colpa della bella ragazza al banco spina, provo su invito suo la discreta Sweet Insanity di Toccalmatto, 7 %, collaboration brew con gli svedesi di Dugge Ale & Porter Bryggeri, con aggiunta di albicocche e batteri lattici, buona ma stancante sul finire ma molto rinfrescante.
Veniamo ora alle ultime grandi birre del mio festival, il lambic di Oud Beersel , affinato per un anno in botte che a mio avviso non ha nemmeno bisogno di una piccola descrizione...così come l'Oude Lambik di De Trouch sempre 5 % ,quest'ultima affinata per un anno e mezzo in botte, ma ho previto quello di Beersel.
L' ultima birra della giornata , dovevo gustarmela a pieno con una bella chiaccherata e tante tante informazioni e curiosità col mastro Paolo Erne, che ancora di persona non avevo conosciuto, prima mi viene offerta una sua Oud Bruin, da far invidia a quelle del festival e poi con un bicchiere di La Rinnegata, fatta assieme al Birrificio Antica Contea di Gorizia , 6,5 % un mix pazzesco di aromi, profumi e sentori, quasi magia, una porter e una kriek assieme, lasciata maturare in botti di rovere prima e ciliegio poi.
Dirti grazie Paolo è poco, purtroppo di alcune birre ho preso nota poi, mi son perso in un mondo di birre e vecchi amici, e ho sottovalutato un pò alcune birre che volevo recensire.Purtoppo le birre da provare erano diverse, qualche birrificio purtroppo l'ho dimenticato e in un giorno non si poteva fare di più, aspettiamo il 2016.
A conclusione di un festival con birre e persone fantastiche, la cosa bella dei festival e ritrovare persone che hai visto tempo fa chissà dove, che si ricordano di te, con cui passi giornate a parlare di buona birra , ognuno sempre con qualcosa da insegnare all'altro, questo è il nostro mondo, la nostra vita, il piacere del bere e capire cosa si sta bevendo!!Al prossimo festival!!

giovedì 28 maggio 2015

La Mummia 2011 - Birrificio Montegioco

Chi non ha pensato ( lavoro permettendo ) al ponte del 2 giugno, 4 giorni di vacanza, tanto basta per farsi un giretto per birre, magari in Inghilterra o Irlanda, o meglio in Germania o se proprio non ne possiamo fare a meno l'amato Belgio??
Proprio per domani sera avevo inizialmente in programma di partire alla volta della terra promessa, 4 giorni di pellegrinaggio tra birre, soprattutto acide ma purtroppo ho dovuto rinunciare.
Pochi drammi, visto che nel week end a Reggio Emilia avrà luogo L'Arrogant Sour Festival, dedicato alle nostre amate birre...acide, è la mia prima partecipazione e grazie a questo blog conoscerò finalmente molti voi.
fino a qualche anno fa, il regno delle birre a fermentazione spontanea era solamente ( si può dire ?? ) il Pajottenland, in Belgio, una zona che geograficamente si posizione sudovest di Bruxelles.
Non sono molti anni che amo le birre acide, quali lambic, kriek oud bruine ecc, inizia tutto nel 2010 con il mio primo viaggio a Bruxelles e dintorni.
Pian piano questo stile di birra vedo che contagia diversi amici, come del resto è successo con me, tutto parte dalla curiosità, dal prezzo di alcune bottiglie, dal fatto che appunto solo in una be delineata zona nascono queste birre favolose ma anche dal capire...perchè vanno tenute orizzontali le bottigLie e non verticali come tutte le altre??Provare per credere.
E in Italia...come siamo a birre acide??La zona interessata è soprattutTo quella di 4 regioni del nord quali Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna, dove non siamo da meno alle creazione dei produttori del Belgio.
Qualche nome che spicca è senza dubbio il Birrificio Loverbeer, che credo sia il migliore in italia nel suo genere, Montegioco con la Mummia su tutte, l' Emiliano Panil, il Birrificio Del Ducato e ultimamente il Lombardo Stradaregina.Insomma la scelta è ampia e i risultati buoni, non resta che provarli.

Parlando di acide beh, non potevo che scendere in cantina e spostare qualche bottiglia per vedere cosa c'e ancora nascosto e l'occhio cade sulla Montegioco La Mummia 2011, 6,5  % alc/vol, La base è la Runa di Montegioco, che viene rifermentata e stravolta. Il risultato è una birra fresca e acidula, con sentori fruttati, lattici, vinosi e di barrique  in cui ha riposato la Bigolla, la Barbera di Walter Massa, il profeta del Timorasso Derthona.
Versata si presenta limpidissima di un bel colore oro leggermente ramato, schiuma assente, cosi come le bolle, ricorda un vino come il Passito per il colore.
Al naso si presenta subito con sentori vinosi, uva e cedro per poi passare ai profumi del legno umido e invecchiato, lattico, cuoio, aceto di mele.
In bocca arriva leggera, stranamente molto bevibile, tannico all'ingresso, note fruttate, frutta bianca, uva, mela verde e un tocco acido come da lime.
Un finale più astringente ma allo stesso tempo dissetante dove ritorna il fruttato.
Se parto così all' Arrogant....lasciatemi al festival, grande birra, complessa, come detto facile da bere.
Consiglio di servirla a 8 - 10 °

Prima Classificata premio BIRRA DELL'ANNO 2008 Categoria Birre acide o maturate in legno

ABBINAMENTI: pesce affumicato, insalate, secondi di carni bianche, secondi di carne rossa, formaggi freschi, formaggi semi stagionati, dessert a base di frutta.

Formato 33 cl        6,5 % alc /vol      Pagata...????

mercoledì 6 maggio 2015

Abbaye de Saint Bon Chien 2013 - Brasserie des Franches Montagnes ( BFM )

Stacchiamo un po' da bere solo birre italiane, anche perchè come già detto più volte voglio reperire qualche birra del sud Italia e continuare il mio...viaggio.
Oggi finalmente fa esordio nel mio blog un birrificio pazzesco , altri aggettivi non ne trovo, svizzero, visitato per la prima volta nel 2010, di passaggio per andare in Belgio.
Qualcuno avrà già capito che sto parlando della Brasserie des Franches Montagnes ( BFM ) di Jerome Rebetez, fondata nel lontano ( si fa per dire ) 1997 a Saignelegier nel Canton Jura, in alta Svizzera, al confine con la francia, un altopiano, circa 1000 m, famoso oltre che per gli orologi anche per i suoi sentieri di mountain bike e in inverno per le sue piste da fondo, con i soldi vinti a un programma televisivo svizzero.
Kuaska, lo definisce geniale, io ho la fortuna di averlo conosciuto e di averlo sentito in qualche occasione come l'ultima volta al The Dome a Nembro, e oltre a parlar di birra ci accomuna la passione per la bicicletta.
Alla prima visita in birrificio ,uno dei ricordi più belli è stato giocarmi a calcetto o calciobalilla, un fusto intero di La Meule , che dire geniale.Risultato???? Perso.
Negli ultimi anni il birrificio si è ingrandito diventando a tutti gli effetti un brew pub, visto che soprattutto nei week end all'interno del birrificio si svolgono diverse serate musicali.
Oggi sarà che c'era Juventus- Real Madrid ed essendo milanista dovevo pur perdermi in un bicchiere , ho esagerato, aprendo l'ultima bottiglia che avevo in cantina di Abbaye De Saint Bon Chien 2013, 11 °, una Sour WIld Ale, birra acida, lasciata maturare un anno in botti che hanno contenuto vino e dopo il periodo di maturazione e invecchiamento ricordo mi venne detto che le diverse botti vengono mescolate cosi da ottenere complessità e sapori differenti, prima lasciate fermentare con lieviti da vini e poi maturate con i microrganismi presenti nelle botti a caratterizzare queste birre.
Veniamo alla nostra birra ( chiamarla birra a mio avviso è poco ), versata nel bicchiere si presenta di un bel colore ambrato rossastro, con una schiuma fine e poco persistente di color giallo chiaro.
Al naso profumi ( per me che all'inizio sono stato falegname ) di legno invecchiato, bagnato, vinoso, sentori di vaniglia, frutta rossa e un leggerissimo erbaceo.
In bocca sentiamo anche leggere note di caramello e cereali dolci, uva, frutta rossa quali ciliegie, amarene,lamponi ribes, del tannico quindi aspra,caratterizzata dal passaggio in botte dai lieviti selvatici e bretta, molto complessa.
Il livello di acidità è basso e la birra si lascia quindi bere, gli 11 ° alcolici si nascondo no bene alle prime bevute, per poi farsi sentire dopo qualche bevuta.
Carbonazione e corpo medio, leggermente amara, ricorda parecchio un buon vino rosso , fruttato.
Cos'altro aggiungere, un capolavoro come le altre , poche purtroppo Abbaye provate oltre alla Cuveè  Alex Le Rouge, la Imperial Russian della casa, birre fuori dal comune, devo fare un salto a trovare Jerome
Sarebbe bello e interessante fare una degustazione di diverse annate assieme, così da trovare le differenze apportate alla birra negli anni.
Oltre alla classica Abbaye De Saint Bon chien, ci sono stati vari passaggi in altre botti quindi diversi esperimenti, come botti di Merlot, Champagne, Sauvignon, Rosè, Rhum e Grappa e altre sicuramente che no ricordo.
Signora birra e signor birraio, vi consiglio una visita.Dimenticavo Bon Chien ( non son sicuro sia il nome ) era il gatto che viveva all'inizio in birrificio, a quanto pare divenuto...Santo!!
Consiglio di servirla a 12- 14 °

ABBINAMENTI: pesce di lago in carpione, fritto, o un piatto tipico belga carbonade a la flamande.

Formato 75 cl     11 % alc/vol      Pagata...non ricordo ...abbastanza cara la si trova anche nel formato da 33 cl 

lunedì 16 marzo 2015

Kriek De ranke - Brouwerij De ranke

Oggi ritorniamo in Belgio, è un pò che mancava dal blog.Birrificio De Ranke,a Dottenijs in Hainaut, che ho avuto modo di godermi per una giornata intera in compagnia di Nino e suo fratello oltre ad un gruppo ci giapponesi, pazzi.
Signor birrificio.Punto.Quindi signora birra.La birra che vado a presentarvi oggi è la Kriek De Ranke 2012, che avevo già aperto con 3 amici, giusto per fare bella figura e ieri beh, me la son goduta a pieno, solo, come aperitivo.E così mi sono “concesso” un ri-assaggio dopo un sacco di tempo della De Ranke Kriek e ho aperto l'ultima purtroppo bottiglia del 2012 che conservavo gelosamente in cantina.
Nino Bacelle, per la  sua Kriek, si è ispirato alla famosa, ancorchè defunta, Kriekenbier Oud di Crombè, birrificio di Zottegems, che ha ceduto definitivamente la produzione delle proprie storiche birre a Strubbe nel 2011. 
Per brassarla miscela due sue birre bionde fatte “appositamente” inacidire e il 25%  di lambic di Girardin, facendo affinare il tutto per sei mesi in botte con l’aggiunta di ciliegie rosse della Polonia.
Il risultato è sorprendente, una belgian sour ale, da 7 % alc/vol, nella quale le ciliegie lasciano il loro segnosu di una base moderatamente acida e aspra.
Lasciata in cantina per 3 anni buoni, ne ha modellato il profilo a mio avviso, birra più accattivamente se cosi posso definirla.Nessun sentore dolce, le ciliegie regalano più
 asprezza che rotondità, la frizzantezza decisa ripulisce a dovere lingua e palato dopo ogni sorso. 
Un blend ottenuto aggiungendo ad una old beer della De Ranke, fermentata con lieviti Rodenbach, un lambic di Girardin. Birra più che azzeccata, pulita, intrigante e ben equilibrata.
Veniamo a noi, 
La base di questa birra è una Flemish Ale di loro stessa produzione (la Cuveè De Ranke). A questa Flemish vengono aggiunte le ciliege acide. Una volta che le ciliege finiscono di fermentare (circa sei mesi di reazioni) viene aggiunto il lambic tradizionale Girardin. Il blend viene poi messo a maturare per raffinare e amalgamare meglio i sapori.Si presenta con un piacevole colore rossiccio, con moderata torbidità. La schiuma è rosa abbondante, con bollicine grossolane, ma si esaurisce in fretta se non per qualche millimetro che rimane come una coroncina attorno al bicchiere.Il profumo è ricco ed esuberante.I Bretta le conferiscono quel piacevole tocco acetico e floreale. Le note fruttate sono per lo più dominate dalle ciliege. Il tutto è contornato da una traccia di luppolo e sughero.In bocca ha un corpo leggero, mediamente carbonato.Le note acide sono mitigate dalla presenza costante delle ciliege che cedono il passo verso la fine a un sentore luppolato. Distinguibili anche sentori legnosi e di sughero dovute alla maturazione. Il retrogusto, persistente, è di nuovo dominato dalle ciliege. Piacevolissima e soddisfacente bevuta. Tra le kriek più eleganti che potrete mai provare.
Una birra fantastica, credetemi, lasciatela tranquillamente qualche annetto in cantina, non ve ne pentirete.Consiglio di servirla a 8-10°
ABBINAMENTI: come sopra citato è ottima come aperitivo, si sposa a meraviglia con dolci a base di frutta, torte gelato come la meringata.
Formato 75 cl         7 % alc/vol     Pagata: acquistata 3 anni fa al birrificio De Ranke credo meno di 4 euro a bottiglia.



sabato 7 febbraio 2015

Weltmerz 2010 - De sturise Brouwer

Oggi, continuo parlando del birrificio Struise, d'altronde una volta che bevo una loro birra subito dopo passo a berne altre nei giorni seguenti.Passiamo dai 10 % della Pannepot Grand Reserva 2010, ai 3 % della birra che recensiamo oggi, forse la gradazione alcolica più bassa tra le birre che producono.
In stile Sour Ale, acida quindi con l'uso di lieviti selvaggi e maturata in botti, parliamo della Weltmerz 2010, gentilmente regalatami a fine visita in birrificio.Cosa chiedere di più?
Sour dalla bassissima gradazione alcolica, ma dalla estrrema beverinità.Si presenta di un colore dorato, trasparente, limpido.con una leggera schiuma bianca,che pian piano svanisce lasciando poche tracce di se.
A naso leggermente terrosa con sentori di agrumato, pompelmo,  soprattutto evidenti note di limone,si sente un leggero lattico.
In bocca esplode con il suo carattere secco e asciutto, molto pungente con note di fieno e mela verde sovrastata da un'alta caratterizzazione citrica.Carbonzione morbida.Una birra molto interessante oltre che rinfrescante,anche per il suo,ripeto basso tenore alcolico.Come birra si avvicina molto a una Berliner.Presente insieme ad altre birre, Black Albert, Danko Power IPA, Elliot Brew, Ypres e Black Damnation, all'ultimo Villaggio Della Birra.

Formato 75 cl       3 % alc/vol   regalatami    prezzo dai 12 euro in su

ABBINAMENTI: ottima come aperitivo, ideale fresca nelle calde giornate estive.Si sposa bene con piatti a base di pesce.

lunedì 2 febbraio 2015

Rodenbach 2011 Vintage Oak Aged Ale - Rodenbach


Ci siamo, finalmente una birra degna di nota.
La Rodenbach Vintage 2011, è una birra in stile Sour Ale.Si tratta di uno stile di birra caratterizzato dalla proliferazione di batteri lattici ed acetici in fase di fermentazione e stagionatura. La contaminazione con tali sostanze dona alla birra una spiccata acidità. Il grado di acidità varia da da lieve a intensa; spesso vengono invecchiate in botte. Associabili alle Lambic, la cui fermentazione è però del tutto spontanea.
E' un lotto di birra di 2 anni non blendato, ricavato infatti da un unica botte, selezionata in base alla qualità e al suo carattere unico.
Ogni botte ha un suo microclima unico che crea diversi sapori.Prodotta in sole 40.000 bottiglie, di cui il 75% destinato al mercato americano fanno di questa birra un etichetta non sempre facile da trovare.
Si presenta in bicchiere rosso rame con schiuma bianca importante mediamente persistente.Al naso la spuntatura acida si fa subito sentire, mela verde aspra, seguito da un bouquet dolce, caramello, miele ma anche fragolina di bosco, oltre al miele e alla quercia.Al palato tutto quello che il naso ci comunica è confermato, apre asprigna di mela per evolversi , un dolce che ricorda vini come il fragolino o il brachetto, ancora caramello e miele, sul finale arriva il caldo della quercia.
Il retrogusto comunque rimane fruttato asprigno, ma asciutto e pulito.E' una birra speciale per gli esperti, una birra da divano come tanti la definiscono , da meditazione senza la fretta di berla una birra per palati fini.Servire a una temperatura di 6-8°.
Nata nel 2007, Rodenbach Vintage vince l'importante riconoscimento ogni volta che partecipa alla WBC, una delle competizioni più riconosciute e prestigiose del settore brassicolo:

2010 - World Beer Cup Chicago USA, Silver Award - RODENBACH Vintage 2007 Wood and Barrel Aged Sour Beer
2010 - EWorld Beer Cup (WBC), RODENBACH Vintage  – Gold
2011 - World Beer Awards, RODENBACH Vintage 2008 – Best Specialty Dark Ale 

2012 - World Beer Awards, RODENBACH Vintage 2009 – World’s & Europe’s Best Dark Vintage
2013 - European Beer Star Awards, RODENBACH Vintage  – Gold
2014 - European Beer Star Awards, RODENBACH Vintage  – Gold


ABBINAMENTI: si sposa bene con pietanze condite da un fondo dolciastro vedi cannella o anice stellato.

Formato 75 cl      7 % alc/vol          Pagata: 12.50 Euro negozio dolciario