giovedì 7 maggio 2020
Sorgo al posto dell’orzo: l’idea gluten free del Birrificio StironeBarley
Ritornano i miei articoli per il Giornaledellabirra.it , oggi andiamo a conoscere meglio il Progetto legato esclusivamente alla " birra " al sorgo bianco, ovvero sostituendo completamente l’orzo con il sorgo. L’idea è venuta al Birrificio StironeBarley di Fidenza ( Pr ) , dove a raccontarcelo è Tiziano Tanzi, uno dei soci fondatori.
Qui l'articolo completo. Clicca sul LINK
venerdì 1 maggio 2020
Francis Drake - Booty Bay
E' stato un mese difficile per tutti , non ho scritto molto sul blog ma non Vi ho certo lasciati soli, anzi.
Ho trovato il tempo di assaggiare diverse Vostre birre e sbizzarrirmi nella creazione del mio nuovo logo, sperando Vi piaccia
Tra le nuove birre assaggiate una è certamente la Drake dei ragazzi di Booty Bay, una giovane beer firm sita in quel di Voghera in provincia di Pavia, nata dalle menti di Cristian, Alessandro e Fabio che come tanti altri, dopo diverse cotte casalinghe hanno deciso di credere in questo progetto partito ad inizio 2020.
Ognuno di noi e credetemi che non credo al contrario, da piccolo , ha sicuramente sognato di essere un pirata, spada in mano e occhio bendato alla conquista di quel tesoro nascosto in giardino o pronto a combattere per impossessarsi di quel fortino costruito con vecchi bancali in legno nel bosco o dove era possibile , talvolta anche tra il divano e il tavolo della cucina. Noi , giovani sognatori.
Ed è proprio a quell'omonimo corsaro che si sono ispirati i ragazzi di Booty Bay , un omaggio a , pirati e naviganti, questa è la linea scelta e sarà così credo anche per le raffigurazioni delle future etichette.
Drake è il nome scelto per la prima loro birra , era infatti un navigatore inglese , corsaro del 1500 , Francis Drake , facente parte dei Sea Dogs, corsari della regina Elisabetta I d'Inghilterra, dediti alla pirateria e alla tratta degli schiavi , ma soprattutto fù il primo inglese a circumnavigare il globo.
Veniamo ora alla birra, leggera con i suoi 5,8% ed è un’American Pale Ale brassata con luppoli Citra, Columbus e Simcoe e fiocchi d'avena , presso l’impianto di Retorto.
Color giallo paglierino con riflessi ramati, limpida e pulita con un bel cappello dis schiuma bianca e persistente.
Al naso spiccano note agrumate (pompelmo rosa su tutti ) date dall ' uso di luppoli americani, sentori floreali , si avvertono sentori di caramello.
In bocca arriva morbida grazie anche all' uso di fiocchi d'avena , leggera ma caratterizzata subito da questa spiccata nota agrumata, ben bilanciata, corpo esile, davvero, paurosamente beverina e rinfrescante. Chiusura amara.
Un buon esordio , birra che consiglio! In bocca al lupo !
Consiglio di servirla a 6 - 8 °.
ABBINAMENTI : ottima sola, birra da aperitivo, si abbina bene a piatti a base di pesce, tutti e a carne bianca o di maiale.Ideale da accompagnare a dolci quali crostate o pastafrolla.
Formato : 0,33 L 5,8 % alc / vol
Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.
sabato 11 aprile 2020
Westmalle Extra - Abdij Westmalle
Non una birra pasquale , ma una birra che ritengo difficile da reperire che in me rievoca ricordi .
Ricordo infatti quella sera di dieci anni fà in quel magico locale di Anversa , il Kulminator, noto agli amanti della bevanda di Gambrinus per le svariate annate birre vintage e non solo presenti in lista oltre che per il clima che si respira una volta entrati.
Quella sera per la prima volta stappai la Westmalle Extra, non certo la più nota e reperibile tra le birre prodotte dall'abbazia trapprista di Malle .
Oltre alle più conosciute Triple e Dubble questa viene prodotta solo due volte durante l'anno ed è per questo difficile da reperire anche se ormai in alcuni locale e beer shop specializzati è possibile trovarla.
Era la birra per il pranzo quotidiano dei monaci, leggera con i suoi 4,8 °, anche se in realtà quella servita ai monaci dovrebbe essere intorno ai 4 ° e poco più.
Una birra che ho a cuore che si presenta nel bicchiere di un bel color oro pallido , leggermente velata con un bel cappello di schiuma bianca pannosa.
Al naso, pane e cereali si mescolano ai sentori erbacei e di fiori bianchi quali la camomilla, note fruttate , arancio e albicocca, una leggera nota speziata, pepe direi.
In bocca è delicata, di nuovo pane bianco, cracker, dolcezza con il miele, floreale, di nuovo arancio, erba appena tagliata, note speziate.
Una birra semplice ma non certo banale, elegante, certo per essere una birra quotidiana , sapevano trattarsi bene i monaci.
Dissetante e di facile beva, rinfrescante, sarebbe il caso di comprarne una cassa.
Consiglio di servirla a 8-10 °.
ABBINAMENTI: antipasti di salumi e formaggi stagionati, primi con carni, carni rosse e selvaggina.
Ottima anche con frutta secca e dolci natalizi.
Formato : 0,33 L 4,8 °% alc / vol Pagata : 3,00 euro beer shop belgio
Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.
Ottima anche con frutta secca e dolci natalizi.
Formato : 0,33 L 4,8 °% alc / vol Pagata : 3,00 euro beer shop belgio
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mercoledì 8 aprile 2020
Dall’acqua dolce ad un mare di birra: l’esperienza di un italiano in NZ - Daniele Danesin
Il bello di questo mondo è quello di viaggiare, conoscere e scoprire.
A volte però non è possibile viaggiare fisicamente, ma è pur sempre bello raggiungere posti lontani e farceli raccontare da chi vive quel posto quotidianamente.
E così negli anni i contatti e gli amici sono aumentati, dalla Sicilia al Belgio passando per la Germania, finendo in Cile prima e in Nuova Zelanda ora.
Nelle scorse settimane sono virtualmente volato in Nuova Zelanda per fare quattro chiacchere con Daniele Danesin, comasco , un passato da atleta della nazionale italiana di canottaggio , con diverse vittorie importanti alle spalle, per farci raccontare il suo presente tra fermentatori , luppoli e vapori di birra .
La suà nuova realtà è la sala cotte del Birrificio neozelandese Cassels & Sons Brewing Co. a Christchurch, ci racconterà di questa nuova esperienza.
Qui trovate l'articolo completo per il Giornaledellabirra.it LINK
venerdì 3 aprile 2020
Degustazione birre BIrrificio BeDreamer - Savona
E' qui che da qualche mese ha sede il Birrificio BeDreamer.
Tre soci, tre amici , tre colleghi, dalle cotte all grain della domenica mattina al sogno realizzato.
Così dopo sacrifici e sforzi, corsi di degustazione , eventi e laboratori lo scorso anno ha pensato seriamente al progetto.
Sale cotte , attrezzature e una piccola tap room e il gioco è fatto.
Ho avuto il piacere di assaggiare due birre, precedentemente realizzate su un altro impianto come beer firm.
La Wheat Ale , con 4,6 °, si presenta con il classico colore giallo paglierino e un buon cappello di schiuma bianca cremosa.
Al naso, aroma fresco , sentori floreali che si mischiano con quelli fruttati, agrumati, grazie all'impiego dei luppolo simcoe e motueka, mentre in bocca arriva , morbida, facile da bere, una prima parte cerealosa, crackers , per passare poi a sentori quali frutta gialla e agrume.
Potrebbe migliorare in aroma, ma nel complesso è una buona birra .
La Golden Ale anch'essa leggera e beverina con i suoi 4,7 °.Semplice ma ben fatta. Stessa musica , in quanto a colore e schiuma , leggermente più dolce della Wheat, equlibrata , attacco dolce e chiusura più amara e spigolosa. Luppoli impiegati Saaz e Chinook
Consiglio di servire entrambe le birre a 6 - 8 °.
Tutto ciò che viene scritto e pubblicato in questo blog è frutto della mia esperienza personale, ciò che pubblico è una mia opinione.Nel caso alcuni contenuti dovessero causare problemi, vi chiedo gentilmente di contattarmi.
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