mercoledì 2 agosto 2023

Dalle campagne marchigiane: Jester Birrificio Agricolo



Dopo avervi portato in Veneto, in provincia di Padova con il mio ultimo articolo sulla giovane beerfirm Hype Brewing, questa volta riscendiamo nelle Marche dopo tre anni ( allora vi avevevamo parlato del Birrificio Wallop di Jesi, Ancona ).

Siamo a Petritoli, in provincia di Fermo tra le colline dei Monti Sibillini e il Mare Adriatico; è qui che è attivo da diversi anni, il Birrificio Agricolo Jester.

Al comando Erri Morlacca, che ha ridato vita a due aziende agricole di famiglia, una a Rotella in provincia di Ascoli piceno e l'altra proprio dove sorge oggi il birrificio.

Entrambe dedite alla produzione di orzo, che poi una volta maltato, viene poi utilizzato nelle varie birre prodotte, ma non solo; a Rotella vi è anche un meleto con oltre 2000 piante di mela rossa dei Monti Sibillini, con cui viene prodotto sidro e aceto, presidio Slow Food Marche.

Erri inizia come semplice appassionato, per poi passare all'homebrewing e per iscriversi poi ad alcuni corsi del CERB e avviare dunque nel 2015 il prorprio birrificio.

Il birrificio é composto da una sala cotte Easybrau da 10 lh, quattro serbatoi isobarici da 14 hl e un fermentatore da 12 hl, imbottigliatrice automatica isobarica, mentre é prevista nei prossimi mesi una inlattinatrice, più una sala degustazioni interna e un grande beer garden esterno.

La produzione annua é di circa 500 hl, con birre in fusto e bottiglia in formati da 33, 50 e 75 cl.

Ogni birra impiega giustamente malto che proviene dai propri campi e fatto maltare in Italia, rigorosamente biologico, in percentuali diverse in base agli stili, visto che la gamma é composta da circa una ventina di referenze.

Inoltre diverse referenze hanno in ricetta altri ingredienti locali, i grani antichi come Solina e Saragolla, il melograno, anice verde, miele, ma anche mosto di vino di cantine vicine.

Veniamo alle birre, dove troviamo: Ailanto una Belgian Dark Strong Ale con miele di Ailanto, la Claroma, una fruit Ale con succo di Melograno, la Francisco in stile White Ipa con frumento Saragolla e avena autoprodotti, Lavandula, ovvero una Gose con fiori di Lavanda e sale dolce di Cervia, Solina, Blanche con frumento Solina, Lunaria é invece una Red Ipa, Pervinca una Golden sempre con malto aziendale come per tutte le altre birre.

Si continua con Catuai, una Coffee Stout con caffè Catuai delle torrefazione Perfero caffè, Lastesa una Hoppy Saison con frumento da popolazione evolitiva icarda in adattamento nel fermano, Monovasia è una Iga con mosto di Malvasia, Iride è una Imperial Ipa con manate di luppolo, Giuita una Ipl con frumenti antichi, Verbena Helles, Beerri Berliner Weisse, infine due edizioni speciali, con la Monovasia affinata 12 mesi in botti di rovere con un precedente passaggio di vino bianco ( trebbiano pecorino ) e la Koscia, una Fruit Ale passata 13 mesi in barrique con aggiunta di pere coscia della valle dell'Aso.

Infine come citato sopra un Sidro e un aceto di mele entrambi presidio Slow Food Marche.


Info e shop online: https://www.birrificiojester.it/




Bruxelles: la capitale della birra. Niccolo' Querci - Presentazione






Titolo: Bruxelles: la capitale della birra
Autore: Niccolo' Querci
Lunghezza: 312 pagine
Lingua: Italiano / Inglese
Data pubblicazione: 3 febbraio 2023


Disponibile su Amazon: LINK SHOP ( cliccare sul link )

Un libro dedicato interamente a una città, alle sue vie e ai suoi quartieri, stiamo parlando della città belga di Bruxelles, la capitale del Regno del Belgio.
E' questo il contenuto del libro scritto da Niccolo' Querci, bergamasco e laureato in relazioni Internazionali; vive e lavora a Bruxelles da oltre 10 anni.
Appassionato di birra ed in particolar modo alla trappista Orval, ha ottenuto la qualifica di Beer Sommelier presso la Beer&Cider Academy di Londra, membro di Cronache di Birra e fondatore di Taster Bruxelles, con cui orgaznizza tour e degustazioni in Belgio.
Vivere Bruxelles da italiano appassionato di birra, l'ha portato a scrivere un libro guida davvero molto dettagliato, adatto a tutti dai neofiti ai più esperti. 
Niccolo' vi prenderà per mano facendovi conoscere i 18 birrifici cittadini, oltre alle diverse beer firm brussellesi, senza dimenticare i migliori caffè o ristoranti presenti in città e nei quartieri limitrofi, con tanto di cartine e consigli sul come raggiungerli.


Ho visitato Bruxelles e la sua periferia una decina di volte, l'ultima nel Dicembre di ben nove anni fa, da allora di cose in campo birrario ne sono cambiate tanto, a partite dal numero dei birrifici presenti in città.
Ho chiuso gli occhi e mi sonogoduto il viaggio che Niccolo' ha saputo raccontarci in questo volume, ricco e dettagliato, con delle belle e interessanti interviste ai diversi birrifici.
Un libro davvero molto utile e di facile lettura per tutti gli appassionati che avranno voglia di partire per una prima volta ( o per farci ritorno come il sottoscritto ) nella Bruxelles birraria, una delle capitali indiscusse della birra a livello mondiale.
Un volumetto che non puo' certo mancare nella biblioteca di un appasionato di birra.







mercoledì 12 luglio 2023

Hype Brewing: dal padovano, una nuova beerfirm, molto promettente! Intervista




Ritorniamo in provincia di Padova, dove vi avevamo già fatto conoscere il Birrificio Monterosso e ultimamente i ragazzi di Atoms.
Oggi è la volta di conoscere assieme la giovane beerfirm Hype Brewing.


                                         

 

Chi si cela dietro al marchio Hype Brewing, come e quando siete nati?


Hype Brewing è composta da 5 ragazzi padovani: Nicolò, Gianluca, Thomas, Mattia e Daniele.
Gli ultimi due sono degli amici che hanno creduto nel progetto e hanno deciso di aiutarci finanziariamente, delegando l’amministrazione della società agli altri tre.
Siamo nati nel dicembre 2021, ma ovviamente la storia parte ben prima.
Nicolò, Thomas e Gianluca sono homebrewer da diversi anni, ognuno per conto suo e con il proprio impianto, condividendo esperimenti più o meno riusciti.
Nicolò a fine 2019 comincia il corso da birraio artigiano all’Accademia della Professioni, per poi concluderlo nel febbraio 2021 per i ritardi dovuti alla pandemia.
Aprire una propria realtà è un’idea che Nicolò ha già da tempo, così durante il matrimonio di Gianluca coglie l’occasione e fa la sua proposta allo sposo e Thomas: “apriamo un beerfirm”, con l’idea di crescere ed arrivare ad avere poi un impianto di proprietà.
Da quel momento abbiamo iniziato unendo i nostri impianti casalinghi per produrre cotte “pilota”, abbiamo trovato poi aiuto in Daniele e Mattia, e abbiamo trovato in Qubeer e Stefano Bisogno un birrificio con la possibilità di produrre le nostre ricette.
Dal 2023 abbiamo cominciato a collaborare anche con  Busa dei Briganti e a produrre sui Colli Euganei.



                                           


Da dove nascono nome e logo e quali birre avete in gamma al momento?


Il nome “Hype” nasce un po’ dal nostro approccio produttivo e dall’idea che se non siamo noi i primi a essere gasati all’idea di produrre, non ha senso farlo.
Noi vediamo l’Hype nella sua nota positiva, ovvero di qualcosa che porta eccitazione, voglia di sperimentare e provare, di migliorare sempre. Ci rappresenta.


Il nostro storico si compone di 9 referenze, disponibili a rotazione:

-Answer, Kellerbier
-Flash, Italian Pilsner
-Chosen One, Munich Helles
-Magic, Blanche
-Innit, Bitter in collaborazione con Qubeer
-Rafiki, Irish Stout in collaborazione con Atoms Brewing
-Hillside, Session IPA
-Gold Rush, DDH IPA
-Mamba, Pacific IPA


                                        


Sono previste nuove birre o qualche collaborazione?


Abbiamo in previsione, verso la fine dell’estate, di produrre nuovamente Chosen One, modificandone leggermente la ricetta rendendola, stilisticamente, una Marzen, così da avere anche una birra ambrata tedesca in gamma.
Siamo inoltre in contatto con alcune realtà per eventuali collaborazioni future.



                                           

 

Avete puntato sulle lattine, ed inoltre vedo con piacere che su ogni latta c’è oltre ad una piccola descrizione del prodotto anche quali malti, luppoli, lievito e altri ingredienti usati.
Quanto è importante per voi comunicare col cliente?


Le lattine sono da sempre state la nostra prima scelta (nonostante per esigenze produttive le nostre prime due birre fossero  in bottiglia) per qualità produttiva, conservazione e logistica, oltre che per l’aspetto grafico, a cui teniamo molto perché noi per primi siamo collezionisti di lattine.

Per noi è fondamentale che il cliente, sia esso un bevitore navigato o una persona che sta muovendo i primi passi verso l’artigianale, possa trovare nelle nostre etichette chiarezza, semplicità ma anche dettaglio.

Il trafiletto “for the geeks”, che indica le varietà di ingredienti utilizzate, nasce dalla volontà di condividere con i nerd come noi le nostre ricette, perché per noi non ci sono segreti: troviamo sia inutile custodire gelosamente ricette e ingredienti…poichè sappiamo perfettamente che una birra non è solo la somma dei suoi ingredienti, ma è caratterizzata da così tanti elementi che riprodurla uguale in un impianto diverso, con un birraio diverso, è improbabile.



                                             

 

Dove volete arrivare e quali sogni avete nel cassetto?


L’obiettivo è quello di riuscire finalmente ad avere un nostro impianto, per cominciare a produrre direttamente le nostre birre e magari riuscire ad aprire un brewpub, dove avere una proposta culinaria in linea con le nostre idee.

 

Ultima domanda; la più difficile. Scegliete una birra e/o un luogo, birrificio che vi é rimasto a cuore che non sia Hype brewing.


Nicolò: potrei elencarne 200, ma dico Guerrilla for Passion, una tap Crak prodotta nel 2017 solo per la taproom di Crak ancora ai suoi albori, è la birra che mi ha fatto innamorare definitivamente del luppolo e che mi ha fatto dire “ok, voglio lavorare in questo mondo”.

Thomas: da padovano penso sia difficile non trovare in Cr/ak qualcosa che ha lasciato il segno. Sarà una risposta semplice e quasi nostalgica, ma la prima Guerrilla e i primi festival di Cr/ak sono uno dei più bei ricordi del mondo craft beer che conservo.

Gianluca: al mio matrimonio avevo portato lattine di 3 birrifici, Alder, Crak e Liquida. Mi rimarrà per sempre il ricordo della “Karpfen” di Alder e “Un estate amara” di Liquida in quel caldo 24 Luglio 2021. Per il luogo, da buon padovano mi risulta difficile non menzionare il Woodscrak, ricordi ed emozioni indimenticabili.


                                       

Info e contatti:  www.hypebrewing.it

martedì 18 aprile 2023

Dalle birre in botti a marchio Bella'Mbriana, ai Gin. Nascono le Officine Alkemiche Spirits, dedite al Gin ma non solo.






Sono passati cinque anni, da quando vi avevo raccontato la storia del Birrificio Bella'Mbriana, del suo birraio e fondatore Prisco e delle sue birre passate in botte.
Adesso cinque anni dopo il nuovo progetto ben avviato della distilleria Officine Alkemiche Spirits con sede a Nocera Inferiore in provincia di Salerno, conosciamolo assieme.


Ciao Prisco e bentornato sul Giornale della Birra. L'ultima volta avevamo parlato del tuo birrificio Bella' Mbriana, oggi invece parleremo della tua ultima creazione, Officine Alkemiche Spirits Co. una piccola distilleria.Cominciamo con la tua storia e come e quando nasce questo progetto?


Ciao Christian, esatto e grazie per esserti nuovamente interessato al mio nuovo giocattolo.
Il progetto della distilleria nasce un po', come logica conseguenza dell’esperienza precedente, driguardante la maturazione e affinamento della birra in botte e da lì è nata l'idea di maturare un distillato. Nel 2019 ho frequentato il corso della Regione Veneto Mastro Distillatore presso l'Istituto Cerletti di Conegliano. Poco dopo la conclusione del corso ci sono state le varie chiusure per il covid; mesi in cui siamo stati fermi con il birrificio. Da lì ho deciso di accelerare sulla realizzazione di questo progetto. Tempo da impiegare, purtroppo ne abbiamo avuto. Così mi sono interfacciato con le dogane per tutto ciò che riguardava la predisposizione delle pratiche burocratiche, nel frattempo ho scelto ed acquistato un alambicco, da lì l'autorizzazione e via con le prime prove.  


Come mai hai scelto proprio di partire con i Gin ?


Perché il gin è uno dei distillati pronti che maggiormente si presta a raccontare lo straordinario territorio italiano.


Quali ingredienti usi e che prodotti realizzi attualmente nella tua distilleria ?


Gli ingredienti che vengono utilizzati sono principalmente botaniche del nostro territorio come gli agrumi, erbe aromatiche e qualche spezia dal mondo. Per quanto riguarda gli agrumi utilizziamo le arance dolci paganesi del Parco Regionale dei Monti Lattari e i limoni “lo sfusato amalfitano IGP” della Costiera Amalfitana. I prodotti che attualmente produciamo sono: gin, amaro e distillati, prodotti che hanno ottenuto già dei riconoscimenti e sono presenti nella guida Spirito Autoctono.




Quale tra questi prodotti ti ha dato più soddisfazione?


I nostri prodotti sono come i figli: ognuno a modo suo ti gratifica e ti dà soddisfazione!


Quanto ci è voluto per realizzare il tutto e partire con la produzione? Com'è strutturata la distilleria?


La distilleria ha uno spazio laboratoriale ed un punto di accoglienza e degustazione. Per quanto riguarda il laboratorio di produzione abbiamo un alambicco da 120 lt modulare che mutaforma a seconda delle esigenze di distillazione e due alambicchi Pot Still in rame a fiamma diretta che vengono utilizzati per la distillazione di alcune specifiche botaniche.
In più c'è il nuovo impianto chev lavora in camicia di vapore per adesso, appena mettiamo i pannelli fotovoltaici sarà convertito in green; con due serbatoi da 600 che possono essere utilizzati in concomitanza o singolarmente, con o senza ginbasket a seconda di cosa si stia distillando.
Le colonne sono in acciaio esternamente, mentre internamente vi sono posizionati dei dispositivi in rame che fungono da piatti.




Ultimamente in Italia stanno nascendo tante nuove distillerie e diversi si stanno cimentando nella produzione di Whisky. Quali progetti hai in cantiere e cosa dobbiamo aspettarci dalle Officine Alkemiche?


Ben vengano le new entry e le sperimentazioni, sono un arricchimento per tutti! Per quello che concerne i progetti futuri di Officine Alkemiche Spirits, al primo posto c'è sempre la sperimentazione di nuovi prodotti, di nuove tecniche di affinamento in botte ovviamente senza mai prescindere dalla territorialità. Whisky? Perché no. Si può prendere seriamente in considerazione. 


Quali sono i tuoi consigli per godersi al meglio un Gin ?


Ricetta: Buon gin, magari un di quelli di Officine Alkemiche Spirits, una tonica eccelsa, ottimo ghiaccio, compagnia giusta, atmosfera rilassata e musica in sottofondo.




Ringrazio Prisco per la disponibilità oltre che per gli ottimi assaggi.




Info: https://www.officinealkemiche.it/


giovedì 30 marzo 2023

Birrificio Sociale Bàgolo: da beer firm a birrificio, un sogno che cresce in grande!


E` passato poco più di un anno da quando abbiamo intervistato Michele Montanari , birraio del Birrificio Sociale Bàgolo, a metà strada tra le città di Verona e Vicenza, con la promessa che ci saremmo risentiti una volta che fossero  diventati birrificio a tutti gli effetti , con un proprio impianto.
Promessa mantenuta , visto che dopo un inizio da beer firm, da qualche mese all`interno della Cooperativa Sociale Monteforte il Fiore, è stato installato un vero impianto di produzione.


                                

 

Michele ben tornato sul Giornale della Birra. Ci eravamo lasciati, quando ancora eravate una beer firm, ma con in testa il sogno di avere un proprio impianto.
Com’è strutturato il birrificio ?


Esatto, ben detto, dunque il birrificio ha una caldaia Soci’s a due tini da 250 L con due fermentatori isobarici, uno da 300 e l’altro da 600 L , con mulino, etichettatrice e imbottigliatrice manuali.

 

                                


Ci saranno novità per quanto riguarda la Vostra gamma ?


La prima cotta di prova è stata una Stout, una mia ricetta storica da homebrewer che spero verrà poi affiancata alle birre già esistenti che sono : la Kolosso una German Ale da 5 ° prodotta con malto locale, la Oh Issa una Session Ipa da 5.1 ° con impiego della melissa e la Robin una Irish Red Ale da 4.4.
La scelta è anche quella di diventare un birrificio a km zero, usando in produzione malti locali, luppolo e frutta, in particolare il mosto d’uva, essendo la sede in una zona  vinicola tra le più importanti d’Italia, per realizzare una Iga e la voglia di sperimentare, passando da fermentazioni miste a birre maturate in botte con quindi una piccola bottaia, affiancando poi dei e infine idromeli.


                  

 

Tanta voglia di sperimentare insomma. Altri progetti in cantiere ?


Vorremmo realizzare uno spaccio per le vendite e un locale di mescita, magari non propriamente annesso al birrificio, ma in una zona con un afflusso maggiore di avventori, spero entro il 2024, ma non mi sbilancio, oltre come già detto sopra sperimentare nuove birre e ricette.


                                  



Un’ultima domanda. Dove e come vengono e verranno impiegati i ragazzi in birrificio ?


Durante la cotta, nelle fasi meno critiche, insegnando loro le diverse fasi della produzione, della pulizia, ma anche nell’etichettatura e imbottigliamento.
Inoltre  quando faremo birre alla frutta o sidri, vorremmo coinvolgere i ragazzi nella raccolta delle mele o altri frutti, con l’obiettivo di introdurli poi nello spaccio o nel locale di mescita a stretto contatto con il cliente, un ottimo modo di fare inserimento sociale, come per gli eventi a cui serviamo birra.

 

Info : www.birrificiobagolo.it