mercoledì 26 marzo 2025

Birra MUUN: una piccola realtà veronese, tutta da scoprire!

 


Oggi si spingiamo alle porte di Verona, dove andremo a conoscere uno tra i birrifici più piccoli dello stivale, Birra MUUN.

Ciao Damiano e benvenuto sul Giornale della birra. Ci racconti chi sei e da dove vieni e come ti sei avvicinato al mondo della birra, arrivando a fondare il marchio Birra MUUN?

 

Mi chiamo Damiano, ho 28 anni e sono nato e cresciuto a Verona. Diciamo che sono sempre stato un buon bevitore di birra ma solo negli ultimi anni mi sono davvero appassionato alla storia dietro l’origine della birra e al mondo della fermentazione con particolare interesse per il mondo bavarese e le birre tedesche in generale. Da li ho deciso di iniziare a produrre io stesso birra artigianale utilizzando i noti kit per fai-da-te e condividendo il risultato con famiglia e amici. Presto pero la mia curiosità dietro alle tecniche di produzione e la mia voglia di produrre più in grande mi ha spinto a frequentare un corso teorico-pratico per diventare Mastro Birraio. Con il diploma e’ nata anche l’idea di sperimentare con ricette del tutto originali pensate da me affinché si producesse una birra proprio come me la immaginavo e insieme a mio fratello Simone e al mio migliore amico Giacomo abbiamo deciso di lanciarci nell’avventura di fondare il birrificio con questo intento; cosi nel 2022 abbiamo fondato Birra MUUN.

 


Birra MUUN, cosa evoca questo nome e quando sei partito con il tuo progetto di birrificio, com’é strutturato?

 

 Il nome Birra MUUN racconta già di suo la nostra storia; deriva da una storpiatura dall’inglese della parola “luna” con riferimento al moonshine ovvero la pratica del produrre liquore la nott e legata al fatto che avendo noi tutti altri lavori (anche lontano da Verona), ci siamo resi conto che riuscire ad incastrare le nostre agende per la tabella di produzione sarebbe stato possibile solo lavorando al chiaro di luna. Per questa storiella da subito il nome ci ha fornito un forte spirito di iniziativa e un senso di dedizione al lavoro anche proprio per questo messaggio di unione e collaborazione; caratteristiche che contraddistinguono ancora la gestione del nostro birrificio. Da un punto di vista produttivo ci avvaliamo di un impianto di cotta mono-tino da 100 Litri e tre fermentatori iso-barici troncoconici anch’essi da 100 litri l’uno arrivando a una produzione di circa 300 litri di birra al mese che viene poi imbottigliata con formato 33 o 50 cL.

 


Quali birre hai attualmente in gamma e quali speri di realizzare prossimamente?

 

La nostra birra di punta e’ la “Biondissima Lager”; una birra chiara a bassa fermentazione con un profilo maltato intenso e con una luppolatura lieve che lascia le caratteristiche note amare finali sul palato. Oltre a questa produciamo la “Dunkel”; una birra dal colore ambrato-scuro caratterizzata da malti molto tostati e un profilo aromatico che ricorda note di caffè e caramello. Chiaramente tutte le nostre ricette sono prodotte con malti e luppoli scelti provenienti dalla Germania e della Repubblica Ceca. Parlando di nuove ricette, in relata, essendo molto perfezionisti vogliamo continuare a sperimentare per perfezionare le nostre due ricette, poi si vedrà!

 

 Guardiamo al futuro, cosa ti aspetti e dove vuoi arrivare?

 

Penso che il sogno di ogni birraio sia vedere la propria creazione avere successo con il pubblico  e questa credo sia la parte che più sta a cuore anche a noi. Con l’aumentarsi della richiesta poi viene la voglia di ampliare anche l’impianto di produzione; ma non abbiamo fretta!

 


 Un’ultima domanda, la più difficile. Ci sono una birra e un luogo che più ti stanno a cuore?

 

 La risposta in realtà’ mi viene spontanea se non ci ripenso troppo , senza nulla togliere a tutto il resto,  vince il Mass di Augustiner bevuta a Monaco di Baviera.

 

 

martedì 18 marzo 2025

Birrificio Half Brewing - Intervista


Sempre alla ricerca di nuove e piccole realtà brassicole, questa volta scendiamo nel Lazio, nell'alto frosinate, dove e Picinisco ha sede il Birrificio Half Brewing, che andremo a conoscere assieme a Francesco, fondatore e birraio.

Ciao Francesco e benvenuto sul Giornale della birra. Ci racconti chi sei, da dove vieni e come ti sei avvicinato al mondo della birra, arrivando a fondare il marchio Half Brewing? 


Sono originario di Itri, un piccolo centro della provincia di Latina. Ho iniziato il mio percorso nel mondo della birra nel 2015, al termine della mia esperienza universitaria. Cominciai a fare birra, come spesso accade, nel garage di casa. La passione cresceva cotta dopo cotta, tanto da spingermi a migliorare costamente le attrezzature a mia disposizione. Arrivai a creare un piccolo impianto da 75 litri totalmente automatizzato. Dopo un anno, compresi che quella passione poteva diventare un lavoro e andai alla ricerca di un corso che potesse formarmi a livello professionale. Trovai su internet il corso “Professione Birraio Artigiano” tenuto dal compianto Lorenzo Bottoni a Cremona. Feci l'iscrizione e dopo poche settimane ero sul treno per questa nuova avventura. Dopo alcune esperienze di stage e lavorative, iniziai a lavorare al mio progetto personale. Oggi produco le mie birre a Picinisco, un piccolo paese di montagna della provincia di Frosinone. 




Half Brewing, cosa evoca questo nome e quando sei partito con il tuo progetto di beer firm e da poco birrificio? 


Il progetto nasce nel 2021, ma la prima cotta è arrivata solamente nel 2023. La burocrazia ed il colpo di coda del covid, ne hanno ritardato il lancio. Il nome “Half Brewing” e il design del logo sono stati scelti per evidenziare il dialogo tra il mondo naturale, fonte delle materie prime utilizzate nella produzione della birra e quello alchemico, rappresentato dal birrificio e dal processo di fermentazione che dà origine alla bevanda. A fungere da collegamento tra il mondo naturale e quello alchemico c’è l’elemento liquido, rappresentato dal punto presente nel logo, che sembra “attraversare” le lettere del nome, in un percorso che ricorda quello dei macchinari di un birrificio, per poi uscire dall’ultima lettera. Il design delle etichette delle bottiglie mira a comunicare, con uno stile minimalista ma di forte impatto visivo, l’esperienza sensoriale offerta da ogni bevanda. La rinuncia all’uso di motivi grafici ricorrenti lascia spazio al potere espressivo di un orizzonte immaginario, in cui l’intensità del gradiente cromatico varia a seconda del gusto della birra. 


Com’é strutturato il birrificio? 


Il birrificio è composto da una sala cottura da 680 litri per cotta, ed una cantina composta da tre fermentatori da 1350 litri. Il sistema di imbottigliamento è totalmente manuale. 


Quali birre hai attualmente in gamma e quali sperate di realizzare prossimamente?


Sin dall'inizio, ho dedicato l'intera produzione alle saison. Ho un debole per questo stile, che mi piace definire « infinito » perché permette di sperimentare tantissimo. Makoto, Luce e Despina sono tutte birre legate a questo stile. L'unica eccezione è Sole, una german ale. Per il futuro, ho diverse idee in cantiere. Sto studiando nuove ricette per stili diversi dalle saison. Nei prossimi mesi sicuramente verrà fuori qualcosa di nuovo. 



Guardiamo al futuro, cosa vi aspette e dove volete arrivare? 


I progetti per il futuro sono tanti.Al momento sto lavorando ad un locale e ad un sito e-commerce. L'obiettivo è migliorare l'esperienza legata al brand e incrementare la qualità delle birre.


Un’ultima domanda, la più difficile. Ci sono una birra e un luogo che più vi stanno a cuore? 


Il mio grande amore si chiama Cantillon. Qualche tempo fa ero in vacanza a Bruxelles, e nutrivo il desiderio di esplorare questo mondo incantato. Era una giornata caldissima, e quando varcai la porta del birrificio mi ritrovai proiettato in un mondo parallelo. Il fresco e le botti mi riportarono indietro nel tempo, quando da bambino giocavo nella cantina di mio nonno tra i mosti di vino in fermentazione. Camminai per ore li dentro, e penso di aver incrociato con lo sguardo ogni singolo barrique. Il fascino di quel luogo, selvaggio e autentico, è tra i ricordi più belli del mio percorso brassicolo.





Info e contatti: www.halfbrewing.com

martedì 11 marzo 2025

Un viaggio nelle valli vicentine, alla scoperta del Birrificio del Pasubio


Continua il nostro girovagare in Italia, questa volta saliamo nel vicentino, più precisamente nelle Valli del Pasubio, dove ha sede il Birrificio Pasubio, che andremo a scoprire assieme a Michele, fondatore e birraio.

 
Chi siete, da dove venite e come vi siete avvicinati al mondo della birra?


Piacere Christian, mi chiamo Michele e sono il fondatore e birraio. Più o meno era il 2010 quando con due amici, con la passione delle cose genuine, nei weekend ci preparavamo i cibi di una volta e la pasta della pizza in casa per poi fare serata. Si capisce bene che il passaggio alla birra e alla sua produzione è venuto praticamente spontaneo. Siamo a Torrebelvicino in provincia di Vicenza, nelle Valli del Pasubio.



                                        

 

Birrificio Pasubio, un nome molto legato al Vostro territorio. Ci raccontate qualcosa a riguardo e quando siete partiti con il progetto?


Durante il corso formativo per birrai a cui mi ero iscritto successivamente ed al percorso di stage che ho fatto in Trentino Alto Adige con una mastro bitrraia tedesca, la passione per questa bevanda mi ha letteralmente travolto e ho deciso di acquistare il primo impiantino e di creare una birra legata a questo territorio montano che porta con se la tradizione delle cose buone.

 

Com’é strutturato il birrificio, avete anche un locale di mescita e/o negozio?


Abbiamo recentemente installato una sala cottura da 15hl a tre tini e abbiamo una cantina da 65hl con adiacente locale di vendita al pubblico che attraverso delle vetrate può vedere tutta l’area di produzione.

 


                                         



Quali birre avete attualmente in gamma e quali sperate di realizzare prossimamente?


Con le nostre cinque birre tocchiamo tutti i principali stili, partendo dalla Hell tradizionale tedesca, la Pils un pò più amara, la Golden Ale la risposta inglese alle lager, la Ipa per tutti e la belga per i più esigenti ma mi piace fare anche delle birre one shot per seguire il mercato sempre in evoluzione. Abbiamo prodotto una Alt Beer, una Black ipa, la bianca, una birra alle erbe, con la canapa e con la lavanda e poi delle stagionali alle castagne e quella di Natale.. l’ultima, ancora nel fermentatore, un’American Lager.

 

Guardiamo al futuro, cosa vi aspettate e dove volete arrivare? Sogni nel cassetto?


Il futuro non si sa mai cosa ci riserva, sicuramente l’obiettivo principale è di crescere come azienda senza perdere gli ideali di amicizia e territorialità che ci caratterizzano.



                                         

 

Un’ultima domanda, la più difficile. Ci sono una birra e un luogo che più vi stanno a cuore? 


Le 5 birre che abbiamo elencato prima con i loro nomi sono dedicate a coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa avventura e perciò tutte ugualmente importanti, il luogo che rimarrà nella memoria mia e di tutte le tante persone che ci sono state ad assagiare le prime birre e ha visto nascere questa grande passione sarà sempre la mia taverna.

 

Info e contatti: www.birrificiopasubio.it

 

lunedì 24 febbraio 2025

Whisky Mania di Franco Gasparri





Titolo: Whisky Mania  L’affascinante viaggio di un distillato dalla Scozia all’Italia

Autore: Franco Gasparri

Lunghezza: 176 pagine

Lingua: Italiano

Data pubblicazione: 2024

Editore: Trenta Editore

Prezzo: 20,00 €






Di libri sulla birra ce ne sono diversi e negli ultimi anni tanti in italiano, ma un libro sul whisky scritto da un autore italiano, che da oltre trent’anni è protagonista in questo affscinante mondo é qualcosa di fantastico.

Grazie al lavoro di Franco Gasparri, alla sua capacità di comunicare con semplicità e con rispetto il complesso mondo del distillato, Franco ha desiderato condividere con tutti Voi quanto ha appreso nei suoi tanti anni di passione e ricerca, con la pubblicazione del libro “Whisky Mania – L’affascinante viaggio di un distillato dalla Scozia all’Italia”.




La storia e la tecnica di produzione sono descritte con una pregevole capacità di sintesi, esperienze personali, bevute (anche in miscelazione) e al racconti. Si parte dalla Scozia, per poi scendere in Irlanda, volare negli Stati Uniti, al Canada, per chiudere con il Giappone e con il Whisky del Bel Paese, che negli ultimi anni ha visto una crescita importante.

La seconda parte del libro è dedicata alla tecnica di degustazione e agli abbinamenti.





L'autore:


Franco Gasparri è uno dei più grandi esperti di distillati. Ha iniziato la sua carriera come barman, lavorando in locali prestigiosi da Milano a Cortina d’Ampezzo, fino ad arrivare a Londra e New York. Le sue esperienze lo hanno portato ad apprendere le tecniche e i segreti del mondo degli spiriti, la posizione di Ambassador per la United Distillers gli ha fatto conoscere a fondo la categoria e l’incontro con le persone giuste gli ha permesso di sviluppare particolari competenze sul mondo del Whisky.


Letture birraie da non perdere: Birre e cibi. Assaggi suggestioni e abbinamenti




Titolo: Birre e cibi. Assaggi suggestioni e abbinamenti

Autore: Nicoletta Laurano; Roberto Muzi

Lunghezza: 202 pagine

Lingua: Italiano

Data pubblicazione: 2023

Editore: Tic Edizioni

 

 

Un libro per amanti della birra e della buona cucina, adatto a chi cerca il miglior abbinamento tra una buona birra e un buon piatto.

 

Birre e cibi, delinea un modus operandi, suggerisce un metodo per abbinare al meglio uno stile di birra, con le sue sfumature, i suoi profumi e il suo gusto ad un cibo che sia esso semplice o complesso.

Abbianre la birra al cibo non é sempre facile, a volte sottovalutata, preferendo il vino come abbinamento, ma se svolta con criterio puo’ regalrci delle belle soddisfazioni.

 

Costruito sulle ricette originali di Nicoletta, con le birre scelte da Roberto e illustrate a livello visivo da Valerio Paolucci.

 

Disponibile su Amazon:  Link